TERREPADANE: FATTURATO ANCORA IN CRESCITA

I segnali di salute che contraddistinguono Terrepadane, tuttavia non sono limitati al risultato complessivo: infatti, il Consiglio di amministrazione ha previsto anche per l’esercizio appena chiuso, ristorni ai soci per 180 mila euro. Una situazione complessiva che si va ovviamente a tradurre in un consolidamento della fiducia che gli istituti bancari ripongono nel blasonato sodalizio.
Ed ecco i dati: il fatturato con 205 milioni di euro, fa registrare una crescita di 20 milioni di euro rispetto al precedente esercizio. Tra i settori che hanno performato meglio, spicca il +35% del settore Macchine Agricole oltre a quello della Fertirrigazione che nel 2021 ha raggiunto il traguardo dei 100 milioni di metri di manichetta posata e quello dei Concimi Liquidi, grazie all’operatività della fabbrica Multiliquid di Fiorenzuola. Degno di rilievo, sul fronte delle assicurazioni in agricoltura, il risultato ottenuto da Capsa, società controllata al 100% da Terrepadane, che ha raggiunto circa 53 milioni di euro di valore assicurato per quanto riguarda la polizza grandine con una crescita importante rispetto al 2020.
<I risultati del 2021, annata per altro ancora contrassegnata dalla pandemia, parlano da soli – ha commentato soddisfatto il direttore generale, Dante Pattini -. E proprio in questi numeri va letto il valore dell’impegno di tutti i nostri dipendenti e collaboratori, perchè è qui che risiede il “segreto” del successo del Consorzio. Nel 2021, inoltre, considerando gli scenari non rosei che caratterizzano la situazione economica attuale, è stato incrementato l’intervento sul Welfare aziendale come riconoscimento a tutti i dipendenti>.
Grandi aspettative anche per il 2022: <La previsione di chiusura dell’anno – chiarisce Pattini – è ancora positiva e vede il Consorzio proiettato verso un fatturato di circa 260 Milioni di euro>.
Il clima positivo in cui opera il Consorzio ormai da molti anni, ha ovviamente riguardato anche gli istituti bancari partner della cooperativa: <il 2021 – spiega il direttore finanziario, Luca Bazzini – ha visto una diminuzione del debito verso le banche di 3 milioni di euro. Non per nulla, gli Istituti bancari hanno supportato i progetti di sviluppo di Terrepadane e consolidato i rapporti già in essere da tempo. In particolare, Banca di Piacenza e Unicredit hanno dimostrato forte interesse verso il Consorzio, il territorio in cui opera e verso lo sviluppo dell’Agricoltura>.
Rivolto prima di tutto ai Soci, come ogni anno, il primo commento del presidente del Consiglio di Amministrazione, Marco Crotti, che mette in evidenza come: <negli ultimi anni i ristorni per i nostri soci sono ammontati complessivamente ad un milione e 800 mila euro; così come il patrimonio della cooperativa – che a loro appartiene – è triplicato in 15 anni. Naturalmente questi risultati prestigiosi sono stati possibile, grazie alla professionalità e alla serietà, ma anche – e mi sento veramente di dirlo – grazie alla passione, con cui tutti i dipendenti, a cominciare dal direttore generale e i dirigenti, fino a tutti gli altri, svolgono ogni giorno il proprio lavoro, senza mai risparmiarsi. La consapevolezza dell’impegno e della dedizione con cui viene portato a termine ogni tipo di progetto, rende più che mai sincero il ringraziamento che anche quest’anno, il nostro Consiglio vuole rivolgere a tutti i dipendenti e collaboratori di Terrepadane>.

Fronteggiare la crisi: Terrepadane a fianco delle Aziende agricole

Il clima positivo determinato dai lusinghieri risultati del bilancio 2021, non fa dimenticare la difficile situazione in cui versano le aziende agricole. Prezzi dei fattori di produzione – a cominciare dai fertilizzanti – in picchiata, costi energetici impazziti, difficoltà a reperire le materie prime e problemi legati ad una situazione di siccità mai vista prima, impongono alle aziende agricole la necessità di mettere a punto una strategia.
In questo senso, Terrepadane si sta impegnando già dallo scorso autunno, quando – alle prime avvisaglie della crisi post Covid e della difficoltà a reperire i prodotti – è stata promossa una pre-campagna di acquisto di fertilizzanti, che ha contribuito a fronteggiare l’aumento sconsiderato dei prezzi delle materie prime ed ha quindi permesso alle Aziende agricole di ottenere un significativo risparmio sul prezzo dei concimi.
<In una situazione delicata come quella che stiamo vivendo – spiega il direttore generale, Dante Pattini – è più che mai fondamentale operare in modo oculato ogni scelta strategica, perchè oggi non ci si può permettere di sbagliare. Per questo, il Consorzio attraverso gli interventi di assistenza tecnica qualificata alle aziende agricole, sia dal punto vista agronomico che zootecnico, propone un programma di pianificazione degli acquisti, che in questo momento può costituire un vero e proprio fattore strategico di successo>.

 

TERREPADANE SVELA LE POSSIBILITA’ DEI NUOVI CONTRATTI DI FILIERA DEL NOCCIOLO

<Il contratto – ha chiarito Cappelli – è finalizzato alla realizzazione di un Programma integrato a carattere interprofessionale ed avente rilevanza nazionale che, partendo dalla produzione agricola, si sviluppi nei diversi segmenti della filiera in un ambito territoriale multiregionale>. L’idea è quella di fornire a tutti i settori coinvolti la possibilità di finanziare programmi di investimento integrati su tutto il territorio nazionale, rafforzando le relazioni intersettoriali lungo le catene di produzione, trasformazione e commercializzazione, attraverso l’aggregazione dei produttori e la creazione di responsabilità solidale delle imprese della filiera. La coltivazione del nocciolo sta sempre più interessando gli agricoltori piacentini, che trovano in questa coltura possibilità di differenziazione della produzione aziendale garantendo buone rese sia dal punto di vista qualitativo che da quello remunerativo. <Abbiamo ritenuto utile – Afferma Tiziano Gatti, Presidente della cooperativa Lusuco – informare gli agricoltori delle novità presenti in questo bando, che risultano molto interessanti, poiché ampliano la platea dei possibili beneficiari, delle categorie di investimenti che possono essere effettuati fruendo del bando e delle tipologie di contributo. In questo investimento possono rientrare le piantine, l’impianto, l’impianto di fertirrigazione e tutti i macchinari necessari alla coltivazione del nocciolo>. Terrepadane, grazie a tecnici agronomici specializzati, segue la gestione agronomica di questa coltura attraverso visite in campo, analisi del terreno, concimazioni mirate e difesa.
<Anche in questo caso – conclude il direttore generale del Consorzio Dante Pattini – Terrepadane si muove concretamente per mettere le aziende agricole in condizioni di incidere positivamente sui propri bilanci>.

TERREPADANE INNOVATION LAB: FORAGGICOLTURA AZIENDALE DA VALORIZZARE NELLA FILIERA

I ragazzi – tre classi dell’Istituto Raineri Marcora (una terza, una quarta e una quinta), accompagnati dai loro insegnanti – suddivisi in due gruppi, sono stati protagonisti di un programma che ha visto un approfondimento dedicato all’allevamento zootecnico attraverso l’uso del polispec NIR e delle miscelazioni, guidato dall’allevatore Vittorio Repetti e da Paola Michelotti, tecnico del Consorzio Terrepadane e un altro incentrato invece sul diserbo del frumento con visita di campi e confronto tra le diverse tecniche, guidato da Sabrina Rossi, tecnico del Consorzio Terrepadane e da Mario Cavanna e Andrea Angelucci di Bayer Crop Science. <Con questi studenti ci siamo focalizzati sull’importanza dell’utilizzo di prodotti mirati per la difesa della coltura che permettono di massimizzare le produzioni con attenzione agli sprechi, anche grazie all’utilizzo di tecnologie digitali, che sfruttano le mappe satellitari per monitorare i campi> ha sottolineato Mario Cavanna di Bayer. <Abbiamo organizzato un laboratorio – ha sottolineato Vittorio Repetti – che presentando sia la realtà della stalla, che quella della tecnica agronomica sui cereali ha offerto una panoramica a 360 gradi della complessa realtà dell’azienda agricola, mettendo in evidenza la necessità di un approccio integrato e di competenze interdisciplinari>.La mattinata – che è risultata molto utile per gli studenti e apprezzata dai professori – è stata introdotta a nome del Consiglio di Amministrazione di Terrepadane dal consigliere Stefano Repetti, agricoltore di grande esperienza, che ha sottolineato come l’agricoltura moderna richieda competenze tecniche di alto livello, il che rende fondamentale la formazione scolastica e ne valorizza la funzione. Ed è proprio ben riconoscendo il valore strategico della formazione dei giovani che Terrepadane ha sviluppato questo programma di laboratori che puntano sugli agricoltori e sui tecnici di domani, in una prospettiva di sviluppo sostenibile del comparto e con esso del territorio. Un binomio, quello che lega a doppio filo agricoltura e sviluppo, ancora più cruciale in un momento come quello che stiamo vivendo che ha messo in luce come non accadeva da decenni la centralità della produzione agricola.

SMARTWORKING: L’ESPERIENZA DI TERREPADANE

Il manager ha portato l’esperienza dello smart working nel settore dell’agribusiness, spiegando che <il settore dell’agricoltura non si è fermato durante la pandemia e non si può fermare: una parte del personale composto da agronomi, alimentaristi, tecnico – commerciali opera da sempre in modalità più autonoma, lavorando per obiettivi e quindi meno legati a certe regole di presenza in azienda. Durante la fase emergenziale abbiamo effettivamente sperimentato anche noi lo smart working per una parte del personale interno in funzioni di staff, che fino ad allora avevano sempre operato in presenza, secondo regole precise di orari>.
Ed ecco la novità: <Usciti dalla fase emergenziale – continua Pattini – abbiamo ritenuto opportuno dare continuità e contrattualizzare un accordo che prevede un giorno a settimana in smart working>.
Secondo il direttore generale del Consorzio però. <bisogna evidenziare due aspetti importanti di questa tendenza crescente sulla modalità di lavoro ibrida: in primis, ritengo che le relazioni che nascono sul posto di lavoro siano un valore, creino senso di appartenenza e culturalmente costituiscono le fondamenta di un’azienda. Dall’altra parte, è necessario garantire ai neoassunti un adeguato inserimento e affiancamento che risulta piuttosto complicato se fatto da remoto, soprattutto per i giovani che hanno bisogno di “sentire” e conoscere l’azienda fin dai primi giorni. Pertanto, è doveroso considerare lo smart working come necessità crescente, ma senza dimenticare il valore delle relazioni umane in azienda>.

CONSERVARE I FORAGGI PRESERVANDO L’AMBIENTE

In particolare, la conservazione dei foraggi costituisce un passaggio della filiera zootecnica da latte, in cui l’uso della plastica può e deve essere ridotto.
Proprio questo è l’obiettivo di “Plastic-Less-Milk-Sustainability”, il Goi (ossia un gruppo costituito da realtà diverse che si riuniscono per trovare soluzioni concrete ad un problema o per sviluppare un’idea innovativa nell’ambito di un progetto finanziato dal Programma Europeo di Sviluppo Rurale), che vede tra i partner vede l’Università Cattolica di Piacenza (capofila il Centro Ricerche Produzioni Animali). La sperimentazione viene svolta presso la stalla sperimentale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Centro di ricerca Romeo ed Enrica Invernizzi per le produzioni lattiero – casearie sostenibili – CREI) di San Bonico.
Il progetto, realizzato nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 dell’Emilia-Romagna, punta a migliorare la competitività dei produttori primari.
Nello specifico l’obiettivo del Piano è ridurre il tenore dei consumi di plastica, impiegata per la conservazione dei foraggi, nell’azienda zootecnica: per la filiera del Grana Padano in particolare, il focus è sui teli per la copertura delle trincee degli insilati.
E proprio ai teli innovativi è dedicata la prova in corso di San Bonico: nello specifico viene testata una nuova soluzione nel campo delle plastiche per la conservazione dei foraggi per la produzione di latte, che permette una riduzione del 45% delle coperture ecologiche per conservare i foraggi, raggiungendo allo stesso tempo, performance molto elevate dal punto di vista nutrizionale.
La sperimentazione condotta appunto presso la stalla dell’Università Cattolica è gestita dal punto di vista scientifico, dal prof. Antonio Gallo, docente presso l’Ateneo del Sacro Cuore, che spiega che la prova <ha messo a confronto due soluzioni alternative: una tradizionale e una innovativa che comporta un uso di plastica ridotto del 45%. Un quantitativo di trinciato integrale di mais destinato all’alimentazione dei bovini è stato “coperto” con film low plastic, mentre un altro con teli tradizionali in polietilene. I primi risultati hanno evidenziato che nella parte della trincea coperta con il telo tradizionale in polietilene e senza rete di protezione anti-corvi, sono state riscontrate delle zone in cui è avvenuto lo sviluppo di muffe e probabilmente anche di lieviti, che sono microorganismi indesiderati negli insilati in quanto peggiorano la qualità dell’alimento da destinare agli animali. Questa condizione di ridotta qualità degli alimenti è stata causata dalla rottura dei teli che hanno permesso l’ingresso di ossigeno nella massa stoccata, condizioni che invece non si è verificata nella soluzione alternativa dove, la presenza della rete anticorvi (che preserva da rotture) e le membrane a bassa permeabilità di ossigeno, hanno favorito lo sviluppo di microflara “benefica” e utile per la conservazione del trinciato di mais. L’impiego di questa soluzione innovativa (teli anti-corvo e film low plastic a barrie di ossigeno) ha di fatto ridotto anche gli sprechi di trinciato integrale di mais, migliorando nel contempo la qualità nutrizionale per gli animali. Nei prossimi mesi avremo ulteriore dati a disposizione per valutare, anche da un punto di vista economico, i reali benefici dovuti all’adozione di questa tecnica innovativa>.
A spiegare il ruolo dei nuovi film tecnici di nuova generazione provvede Marco Colombo di Pardini Lab., che chiarisce: <si tratta di tecnologie che creano un effetto barriera totale all’ossigeno. Una soluzione sviluppata da Manifatture Norberto Pardini & Figli Spa dì Camaiore (Lucca), che contribuisce a risolvere uno dei problemi storici della zootecnia: la formazione del cosiddetto “cappello”, ossia quella zona del fronte della trincea, dove la disponibilità di ossigeno stimola la crescita dei lieviti, che degradano gli acidi e innalzano il pH e la temperatura della massa, aprendo la via allo sviluppo di altri microrganismi come muffe e batteri aerobi che ne continuano l’alterazione. Questo fenomeno comporta oltre al rischio che la razione diventi portatrice di fattori antinutrizionali; anche una perdita di prodotto. Due rischi che oggi gli allevatori non possono certo permettersi!>.
Del resto, proprio la correttezza delle tecniche di preparazione delle trincee vanno di pari passo alla garanzia di ottenere un insilato di qualità dal punto di vista nutrizionale, con conseguente impatto positivo sul bilancio dell’azienda. Ben lo sa Terrepadane, che vede in questi teli di moderna concezione una soluzione che, perseguendo gli obiettivi che un’ottima copertura deve avere (ossia, evitare la permeabilità all’ossigeno e l’insorgenza di muffe che poi portano a scarti di prodotto), mette l’azienda al riparo dai danni economici che uno scarto importante di prodotto potrebbe causare.
“La Mission di Terrepadane – chiarisce Stefano Zaupa, responsabile zootecnico di Terrepadane – è proprio quella di supportare le aziende agricole e zootecniche, fornendo servizi tecnici finalizzati alla valorizzazione delle produzioni e all’annullamento degli scarti. Si tratta di obiettivi dei quali siamo da sempre consapevoli, ma che stanno acquesendo una valenza ancora maggiore in questa situazione storica, nella quale è necessario più che mai lavorare con la massima efficienza per poter garantire la sopravvivenza delle nostre realtà agricole e zootecniche che operano nel nostro territorio e che sono di fondamentale importanza per lo sviluppo della nostra economia. Innovazione tecnologica e ricerca, associate all’assistenza tecnica sul campo, sono quindi, oggi più che mai, un valore aggiunto insostituibile che il nostro Consorzio garantisce da sempre”.

 

TERREPADANE INNOVATION LAB: PROTAGONISTI I RAGAZZI DEL GALLINI DI VOGHERA

Un progetto cui Terrepadane attribuisce notevole importanza e al quale ha dedicato risorse specifiche, come è stato anche chiarito dal direttore generale del Consorzio, Dante Pattini.
<Con il laboratorio, che abbiamo proposto – ha invece spiegato Giorgio Mazzoni, responsabile macchine di Terrepadane – abbiamo voluto rendere i nostri giovani ospiti partecipi delle grandi possibilità che l’innovazione tecnologica offre nell’ambito della meccanizzazione, offrendoci importanti opportunità sia sul fronte del controllo dei costi, che su quello della produzione sostenibile>.
Simone Morselli di CNH Industrial è invece entrato più nel tecnico, fornendo anche dettagli sull’Agricoltura 4.0 e sulle nuove tecnologie che permettono attraverso la telemetria, di intervenire con l’assistenza on line su una macchina in caso di guasti, limitando così le perdite di tempo e contenendo i costi.
Una tecnologia che i ragazzi hanno potuto vedere in diretta, essendo accompagnati da Gian Battista Capoferri direttamente nella control room del Centro macchine.
<Grazie all’utilizzo della guida satellitare – afferma Capoferri – abbiamo assistito ad un notevole miglioramento della qualità delle operazioni sia in termini di controllo dei costi, che di sostenibilità ambientale; così come questa tecnologia ha consentito un notevole miglioramento delle condizioni di lavoro degli agricoltori, con una notevole riduzione di passaggi>.
<Comprendere le potenzialità delle nuove tecnologie in “diretta” – hanno spiegato i professori che hanno accompagnato la visita – è molto importante per completare la formazione dei nostri studenti, che si preparano ad entrare da protagonisti nell’agricoltura di domani>.

AL VIA TERREPADANE INNOVATION LAB, IL PROGETTO PER LE SCUOLE AGRARIE DEL TERRITORIO

Primi protagonisti di questa iniziativa, i giovani – provenienti da famiglie di agricoltori e non – che hanno scelto di intraprendere studi agrari: per loro Innovation Lab propone un programma finalizzato a metterli in contatto con la realtà dell’agricoltura del XXI secolo, che si basa sulla capacità di innovare, comprendendo ed anticipando i cambiamenti.
<Già dallo scorso anno – continua Crotti – abbiamo iniziato un dialogo molto intenso con le scuole agrarie del nostro territorio, partendo proprio da quelle piacentine. Durante i difficili mesi della pandemia, abbiamo intercettato una difficoltà delle scuole, ossia la scarsissima disponibilità di attrezzature tecnologiche (tablet e pc) da fornire agli studenti e in occasione delle festività natalizie 20 – 21, in piena emergenza, abbiamo affrontato un ingente investimento per regalare agli istituti una buona dotazione di tablet da fornire agli studenti bisognosi. Quest’anno continuiamo a lavorare con le scuole, fornendo invece formazione di qualità con un percorso di incontri pensato e dedicato a loro, che è iniziato in occasione della mostra Tomato World a Piacenza Expo e che continuerà con incontri sia presso le nostre strutture, che presso aziende di nostri soci>
E un incontro è già programmato per mercoledì prossimo 30 marzo, quando un gruppo di studenti dell’Istituto Gallini di Voghera parteciperà ad un laboratorio sull’innovazione presso il Centro macchine Terrepadane, in via dell’Agricoltura a Piacenza.
<Durante questi incontri – spiega Federica Politi, responsabile Marketing di Terrepadane – i ragazzi saranno attori partecipi con le loro fotografie, le loro clip video che potranno condividere sui social taggando @terrepadane accompagnati dall’hastag #tplab. Raccoglieremo tutte le testimonianze per creare, alla fine dell’anno, un ‘poster/diploma’ da consegnare alle classi che hanno partecipato>.

AZIENDA TAMPIANO, CON L’INNOVAZIONE DI TERREPADANE PER GUARDARE AL FUTURO

Oggi l’azienda ad indirizzo cerealicolo zootecnico si propone come esempio virtuoso di allevamento zootecnico moderno, condotto con grande attenzione alla sostenibilità della produzione, partendo dalla parte agronomica e al benessere animale: 300 bovini di cui 240 in lattazione (che producono latte che poi viene conferito al caseificio Santa Vittoria per essere trasformato in grana padano) che producono circa 90 quintali di latte al giorno, con una media di circa 40 litri/capo/giorno.
L’azienda produce, su 300 ettari, foraggi, mais e frumenti completamente destinati alla stalla e chiude la filiera con un impianto di biogas utilizzando i digestati prodotti su prati, erbai e in parte anche su mais, per il quale è però necessario ricorrere al mercato.
La passione della famiglia Veneziani non si esaurisce in Angelo, in quanto è già pronta una nuova generazione, rappresentata dalla figlia Agnese, una bella ragazza di 19 anni prossima alla maturità tecnica agraria e già pronta ad intraprendere ulteriori studi universitari alla facoltà di Agraria piacentina.
“Il mio futuro – dice – lo vedo qui in azienda a dividermi l’impegno con il papà e la mamma. Del resto, mi sono appassionata a questi studi proprio vivendo in questo ambiente. Inoltre, io credo che il nostro settore sia molto dinamico e fondamentale: non a caso non ci siamo fermati neanche durante il Covid. Penso che questo sia anche un presupposto molto positivo in termini di stabilità occupazionale”.
Agnese inoltre specifica come non abbia mai vissuto il lavoro agricolo come un “da uomo o da donna”: “secondo me è un lavoro per chi lo ama, del resto i successi che molte ragazze stanno raggiungendo in questo ambito ne sono dimostrazione”
Successi, che ovviamente partono dalle scelte agronomiche, nella cui gestione i Veneziani sono da sempre supportati dai tecnici del Consorzio Terrepadane.
“In un’azienda come questa – chiarisce Francesca Ravazzola, tecnico del Consorzio Terrepadane – è fondamentale ottenere una buona produzione in termini di resa e qualità per garantire foraggi e insilati dalle elevate caratteristiche nutrizionali atti a ottimizzare le performance in stalla”.
“In un progetto di questo tipo ogni scelta relativa a concimazione, trattamenti fitosanitari e irrigazione diventa quindi strategica e in questa ottica un adeguato supporto tecnico agronomico costituisce un presupposto imprescindibile.
Proprio sul tema dell’irrigazione in questa azienda stiamo lavorando molto – conclude Ravazzola -valutando l’inserimento di un impianto automatizzato che rappresenta una delle frontiere dell’innovazione messe in campo da Terrepadane”.

TERREPADANE, NUOVE PROPOSTE AGLI AGRICOLTORI PER FAR FRONTE ALLA CRISI

Ben consapevole della situazione, il Consorzio agrario Terrepadane nel corso della riunione del consiglio di amministrazione del 10 Marzo ha approfondito la situazione e assunto decisioni specifiche a sostegno delle aziende socie.
“Innanzitutto – ha detto il presidente Marco Crotti – un tema molto delicato è quello che riguarda l’importazione o comunque i costi del mais e della soia, utilizzati principalmente per la filiera zootecnica, diventati insostenibili considerato il prezzo del latte e per questo servono interventi da parte delle autorità preposte. Inoltre, ci raccomandiamo affinché gli agricoltori pianifichino i loro acquisti, in modo da non trovarsi nelle prossime settimane in situazioni di difficile gestione; per alcune tipologie di prodotti, infatti, potrebbero verificarsi delle mancanze. Nel concreto, poi, abbiamo messo a punto una serie di proposte di contratti di coltivazione con prezzi garantiti su diverse colture, contratti che vanno ad aggiungersi a quelli che proponiamo già da anni, proprio con l’obiettivo di salvaguardare il reddito degli agricoltori, permettendo loro, allo stesso tempo, di mettere in atto strategie di programmazione”.
Ai contratti di coltivazione già proposti negli scorsi mesi per mais  – che vanno ad integrare quelli storici sul frumento – si andranno ad aggiungere nel breve altre proposte relative a colture oleaginose come soia e girasole, che possono rappresentare un’alternativa interessante in questa fase, anche per le moderate esigenze irrigue, che le caratterizzano.
“Ovviamente, – continua Crotti – in questo momento assume ancora maggiore valore il ruolo dell’assistenza tecnica che come sempre, assicuriamo alle aziende socie e che assume – coniugata all’ adeguata adozione di innovazione tecnologica, un vero valore strategico. Mai come oggi, è fondamentale non sbagliare. Non ci si può permettere di commettere errori nelle scelte gestionali e tecniche, in quanto non ci sono e non ci saranno margini per rimediare. Per questo, ancora una volta possiamo dire la strada della sostenibilità – che Terrepadane ha imboccato a favore delle sue aziende da molti anni e che si traduce anche in un impiego “intelligente” dei fattori di produzione – costituisce anche in questa congiuntura difficile un valore aggiunto insostituibile

A FIERAGRICOLA TERREPADANE PROTAGONISTA PER L’INNOVAZIONE

I lavori introdotti da Giorgio Tassinari di Image Line hanno visto come relatore Andrea Tagliaferri, tecnico responsabile del Servizio Quaderno di Campagna di Terrepadane, al quale per centrare l’obiettivo dell’incontro (che era fare luce sulle modalità di compilazione del quaderno di campagna e valorizzarne le possibilità), lo stesso Tassinari ha posto in diretta una serie di domande.
Innanzitutto, va chiarito – ha esordito Tagliaferri – che il registro dei trattamenti è un documento obbligatorio per gli acquirenti e/o utilizzatori di prodotti fitosanitari che permette all’azienda agricola, viste le sempre più stringenti normative, di avere a portata di mano la cronologia degli interventi compiuti su ciascun appezzamento.
Terrepadane offre alle aziende agricole questo servizio di assistenza, ovviamente previa compilazione da arte dell’agricoltore della opportuna delega.
<Il registro – ha continuato l’esperto – riporta informazioni, che per legge devono essere presenti sul Quaderno (le principali i sono dati anagrafici dell’azienda, coltura, ettari, data del trattamento, dosi, unità di misura e avversità) e che deve essere conservato almeno per i tre anni successivi a quello della campagna in corso>.
Trattandosi di un obbligo, purtroppo, nel caso di inadempienze o di errori sono previste sanzioni anche severe, che possono poi sfociare, in caso di reiterazione prolungata, nella sospensione e addirittura nella revoca dell’abilitazione. Entrando negli aspetti più tecnici, Tagliaferri ha anche chiarito ad esempio, che i prodotti revocati non possono assolutamente essere impiegati e devono essere smaltiti tramite un centro specializzato.
Un caso molto interessante è quello delle aziende che lavorano in Produzione integrata: <sicuramente – ha aggiunto l’esperto – in queste aziende il lavoro di assistenza per questo tipo di servizio è più dispendioso, perché la legge prevede, come è noto, limiti per principio attivo e non per etichetta. Quindi il continuo scambio di informazioni tra azienda agricola, tecnico di campo e ufficio è fondamentale per ridurre al minimo la possibilità di errore. Una soluzione – molto facilitata dai messaggi di allerta che il programma provvede all’occorrenza ad emettere – può essere quella di creare in certe situazioni adeguate simulazioni relativamente ai principi attivi limitanti>.
Rimanendo nelle problematiche pratiche, è emerso un quesito che molti si pongono e che riguarda il range, che molte etichette mostrano (ad esempio posso trattare da un litro a due litri).
<In questi casi – sintetizza Tagliaferri – emerge il vantaggio di lavorare in stretta sinergia con il servizio agronomico di Terrepadane. Infatti, i nostri agronomi sono molto attivi sul territorio e forniscono informazioni precise sia sulle limitazioni dei prodotti, sia sulle modalità con cui gestire i Disciplinari, condividendo con l’agricoltore le modalità di intervento>.