TERREPADANE LANCIA UN NUOVO PROGETTO DI FILIERA DEL MAIS

Proprio per illustrare i contenuti e gli obiettivi di questo nuovo progetto – che vedrà il Consorzio come capofila e che raduna circa 80 aziende di tutto il territorio coperto da Terrepadane nelle province di Piacenza, Milano, Pavia, Lodi e Bergamo – nei giorni scorsi si è svolto un incontro al palazzo dell’agricoltura.
Ad introdurre l’incontro, al quale hanno preso parte un buon numero di aziende agricole, nonostante il periodo dell’anno intensissimo per il mondo agricolo, ha provveduto personalmente il presidente del Consorzio Terrepadane, Marco Crotti, spiegando la ratio del progetto: “il nuovo bando Mipaaf – chiarisce – ci offre attraverso la realizzazione di un progetto di filiera, la possibilità di mettere a disposizione delle aziende socie l’impegno che il nostro Consorzio ha profuso da anni sul tema dell’innovazione per una filiera come quella del mais, che è strategico per il nostro territorio. Per questo ci è sembrato più che mai opportuno cogliere questa possibilità, programmando investimenti specifici. Grazie al progetto, le aziende avranno la possibilità di compiere ulteriori passi nel percorso dell’innovazione, investendo in tecnologie e acquisendo ulteriori competenze. Il tutto avendo come garanzia il Consorzio”.
“Gli obiettivi indicati dal bando fanno riferimento a tematiche di attualità, nelle quali Terrepadane ha profuso impegno già da molti anni. Inoltre, questo progetto si caratterizza per essere multiregionale, permettendoci id valorizzare la nostra dimensione” ha spiegato Marco Capelli, responsabile Cereali e Filiere Terrepadane.
Temi come agricoltura sostenibile, di precisione, digitalizzazione e innovazione, produzione di energia da fonti rinnovabili ed economia circolare – ha continuato l’agronomo – si trovano in prima linea tra quelli indicati dal nuovo bando e allo stesso tempo, costituiscono i nostri abituali ambiti di impegno da anni.
Per le aziende agricole operanti nella filiera mais, gli investimenti ammissibili saranno prioritariamente quelli legati alla sostenibilità ambientale: anche in questo caso si parla di macchine agricole specifiche con caratteristiche di agricoltura di precisione, minima lavorazione, riduzione emissioni inquinanti e consumi energetici. Inoltre, il bando riserva particolare attenzione agli interventi dedicati all’irrigazione, con   focus   su   risparmio   idrico   ed   efficienza (subirrigazione, fertirrigazione).
Il progetto – le cui caratteristiche più tecniche sono state il illustrate da Luca Quintavalla, professionista molto noto in questo ambito, che ha già seguito con successo altri progetti di filiera del Consorzio – prevede sia finanziamenti a fondo perduto, che finanziamenti agevolati.

 

Fonte: Libertà

PROMOZIONE DEL TERRITORIO E SOSTEGNO ALLE IMPRESE AGRICOLE: SIGLATO UN ACCORDO TRA TERREPADANE E GAL RISORSA LOMELLINA

Il GAL Risorsa Lomellina (Gruppo di Azione Locale) è una società formata da soggetti pubblici e privati (41 comuni della Lomellina occidentale, la Provincia di Pavia, la Camera di Commercio, associazioni di categoria, aziende agricole ecc.), e associa circa 800 aziende. Complessivamente queste aziende coprono circa 41000 ettari di riso, 10000 ettari di mais e 3000 ettari di soia. Pertanto il focus di questo accordo è quello di concepire l’agricoltura come motore primario dell’economia, garanzia di approvvigionamento di beni e servizi e attività innovative.
L’oggetto dell’accordo consiste dunque nella promozione dei bandi del Piano Sviluppo Locale del GAL Risorsa Lomellina (con particolare riguardo a quelli legati alla competitività delle aziende agricole) e nella proposta di prodotti e servizi da parte di Terrepadane verso le realtà operanti nel territorio (ad esempio con l’organizzazione di eventi e/o proposta di strumenti finanziari innovativi e migliorativi). Inoltre, il Consorzio supporterà GAL Risorsa Lomellina nella promozione di iniziative sul bacino dell’area metropolitana, oltre alla condivisione di campagne sui principali mezzi di comunicazione.
«Questo accordo – afferma Marco Crotti, Presidente del Consorzio – va nella direzione di sostenere e promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio in cui Terrepadane opera attraverso il sostegno a progetti che mettono in primo piano la cooperazione al fine di creare un nuovo modello di impresa che genera valore alle aziende agricole».
«Quella avviata oggi è una collaborazione particolarmente preziosa – aggiunge il Presidente di GAL Risorsa Lomellina, Stefano Leva – che ci permette di potenziare la nostra azione di sviluppo attraverso il dialogo con una realtà privata di assoluta importanza. GAL e Terrepadane hanno certamente ben chiaro il valore sociale delle attività economiche, per cui tutti i nostri interventi a sostegno della competitività delle imprese sono visti, da entrambe le parti, come opportunità di crescita complessiva del territorio».

 

Altri contributi:

TERREPADANE, RELAZIONE SEMESTRALE POSITIVA

Questo incremento è dovuto principalmente ai forti aumenti che si sono registrati in molti comparti che hanno a che fare con le materie prime: da quello dei fertilizzanti, fino a quello della mangimistica, anche se va detto, che in questi mesi si è registrata anche una crescita dei volumi di prodotti commercializzati.
Tra i settori coinvolti, in prima linea la fertirrigazione, con soluzioni tecniche innovative e sostenibili che, considerati i problemi legati alla siccità, ha visto il superamento del traguardo dei 100 milioni di metri di manichetta venduti; ciò sta a significare che le buone pratiche proposte dal Consorzio hanno trovato un accoglimento favorevole da parte degli agricoltori.
A fronte dei rincari subiti dai fertilizzanti, una risposta efficace è stata fornita dall’aumento della produzione della fabbrica Multiliquid, in quanto attraverso le soluzioni nutritive più mirate ed efficienti proposte dall’Agricoltura 4.0 – l’agricoltura di precisione -, l’attenzione è stata rivolta al risparmio e alla sostenibilità.
Da sottolineare, inoltre, il trend di crescita del settore Macchine Agricole che ha consolidato il fatturato.
Il direttore e amministrativo e finanziario del Consorzio Luca Bazzini, spiega che <l’aumento di fatturato del Consorzio si sta consolidando in modo molto equilibrato dal punto di vista finanziario, grazie anche al grande contributo operativo da parte del sistema bancario>.
<Nonostante le condizioni climatiche, siamo molto soddisfatti della campagna di ritiro cereali – afferma Dante Pattini, direttore generale di Terrepadane – Le rese produttive sono state buone con cereali di qualità e sani, come testimoniano i rigorosi controlli effettuati con strumentazioni all’avanguardia ed affidabili. Il risultato complessivo della raccolta è stato di circa 50 mila tonnellate, in linea con i quantitativi degli ultimi anni. Inoltre, le quotazioni del mercato dei cereali per questa campagna sono partite da livelli elevati, creando per gli agricoltori, condizioni economiche molto interessanti>.
Anche il settore assicurativo relativo alla copertura danni da grandine, dopo aver consolidato ottimi risultati nel 2021, risulta in ulteriore forte crescita anche in questa stagione con quasi 70 milioni di euro di valore assicurato.
I dati positivi di questi primi 6 mesi del 2022, confermano – secondo lo stesso presidente Marco Crotti – che il Consorzio riveste un ruolo strategico nelle filiere promuovendo contratti con l’obiettivo di creare valore per le aziende agricole.  <Come sempre – aggiunge ancora – il nostro sguardo è rivolto al futuro e a servizi innovativi che favoriscano le attività produttive dei nostri soci>.

 

Fonte: Libertà

VITE, DA TERREPADANE SOLUZIONI D’AVANGUARDIA

In provincia di Piacenza tra le colture al centro delle preoccupazioni di queste settimane, c’è ovviamente la vite, per la quale l’eccesso di caldo sta anticipando la maturazione, con conseguente accelerazione dei processi legati all’accumulo zuccherino. Il che si traduce in un peggioramento delle caratteristiche qualitative delle uve.
Lo stabilimento Terrepadane Multiliquid di Fiorenzuola ospita da tre anni – come è noto – la produzione di concimi specifici fogliari.
In particolare, i concimi della linea Nutri-elle garantiscono per il vigneto un’azione nutritiva e ad effetto biostimolante.
A spiegare nel dettaglio il funzionamento dei concimi fogliari provvede Davide Vercesi, tecnico di Terrepadane e neo dottore di ricerca.
<Nella nostra linea di concimi Nutri-Elle abbiamo un biostimolante naturale di elevata qualità, utilizzabile anche in agricoltura biologica, estratto da alghe selezionate (Ascophyllum nodosum), caratterizzate per l’alto contenuto di alginati e acido alginico, di mannitolo e amminoacidi essenziali. Questo concime è formulato in modo da favorire l’assorbimento degli elementi nutritivi e valorizzando la risposta agli stress abiotici, come lo stress idrico.
Un altro prodotto della stessa linea, invece, è un concime liquido a base di idrolizzati proteici, ricco di sostanza organica a rapida assimilazione, la cui associazione alla componente minerale consente di ottenere un effetto nutrizionale sinergico che aumenta l’efficacia del prodotto e favorisce il miglioramento della produzione.
In questo concime vengono sintetizzate la presenza di azoto organico, che stimola le funzioni fisiologiche della pianta, di potassio, complessato con gli amminoacidi, facilmente assimilabile, che influisce positivamente sulla qualità del prodotto>.
All’innovazione nel settore vitivinicolo è stata dedicata la tesi di dottorato Agrisystem, che lo stesso Vercesi ha recentemente discusso. L’agronomo ha infatti intrapreso i tre impegnativi anni di studio della scuola di dottorato Agrisytem dell’Università Cattolica (il livello più alto della formazione universitaria, al quale si accede dopo la laurea magistrale), grazie ad un progetto condiviso con il Consorzio, che ha investito in questo senso proprio per arrivare a poter contare su una risorsa altamente qualificata.
<Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto da Davide, del quale abbiamo apprezzato l’impegno e la passione – dice il direttore generale, Dante Pattini-. Credendo nella qualità della proposta di Agrisystem, abbiamo investito in questo senso per poter offrire ai nostri Soci una consulenza sempre più qualificata>.

 

Fonte: Libertà

ANCHE LA CIPOLLA PATISCE LA SICCITA’: IL SOSTEGNO DI TERREPADANE

Anche sulla cipolla e sull’aglio, il consorzio agrario Terrepadane è al fianco degli agricoltori, supportando le scelte strategiche, che particolarmente in una annata come questa si rivelano cruciali:
“Quest’anno – spiega Francesca Ravazzola, tecnico agronomico di Terrepadane – l’andamento climatico è stato cruciale, causando non pochi problemi. Se infatti, non si sono avute particolari problematiche di tipo fitosanitario grazie al clima asciutto, non sono invece mancate le difficoltà sul fronte produttivo, poiché è stato necessario assicurare alle piante un adeguato approvvigionamento idrico. La cipolla in particolare nella fase di ingrossamento del bulbo soffre particolarmente la carenza idrica, manifestando danni sulla foglia – la cosiddetta “punta secca” – che si ripercuotono irrimediabilmente sulla pezzatura”.
Ravazzola spiega ancora quindi che anche per la cipolla gli agricoltori si stanno interrogando sull’opportunità di introdurre impianti di fertirrigazione: questa prospettiva risulterebbe infatti interessante in un’ottica di razionalizzazione degli interventi irrigui a partire dalla fase di germinazione, critica per ottenere un’emergenza ottimale ed omogenea. Infatti, l’ omogeneità di nascita permette poi di intervenire in modo più efficiente.
Sul fronte dei diserbi – continua Ravazzola -, una pratica agronomica che prevede interventi con prodotti mirati e con micro dosaggi calibrati in funzione dello stadio di coltura e infestanti, invece, il lavoro è stato impostato in modo da permettere alla pianta di partire un po’ in anticipo, in modo da poter gestire con minore difficoltà le fasi più critiche
Nel frattempo si delinea la situazione internazionale e, mentre in Italia si sta aspettando il raccolto per definire la produzione, a livello generale le prospettive sembrano essere positive, anche se la Francia ha visto diminuire i calibri grandi in questa campagna; mentre in Nord America il maltempo durante le fasi colturali cruciali ha portato ad una diminuzione della produzione.

 

Fonte: Libertà

VENERDI PIACENTINI, CON TERREPADANE L’AGRICOLTURA TORNA PROTAGONISTA

<Portare due trattori in pieno centro in un’occasione come quella delle serate estive, che vogliono essere un momento di evasione – spiega Giorgio Mazzoni, responsabile macchine di Terrepadane – vuole dire rimettere l’agricoltura al centro degli interessi dei piacentini. Rimettere e non mettere, poiché la nostra comunità si è sviluppata su fondamenta molto profondamente nel comparto agricolo, su cui si fonda ancora oggi una parte molto importante della nostra economia locale>.
Mettere l’agricoltura al centro significa anche favorire la presa di consapevolezza da parte della cittadinanza delle fondamentali problematiche legate alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità della produzione, ma anche ricordare il ruolo strategico che questo comparto ricopre da sempre, che le recenti vicende belliche ci hanno fatto in un certo senso riscoprire.
<Come è possibile vedere – continua Mazzoni – il livello di tecnologia con cui sono attrezzati i moderni trattori e tutte le macchine agricole, è notevolissimo ed è indicatore degli investimenti che il comparto sta sostenendo nell’ottica della sostenibilità. Utilizzare tecnologie d’avanguardia significa infatti mettere in uso la “famosa” agricoltura di precisione, che utilizza in modo sostenibile le risorse (compresa l’acqua) cioè quando servono, dove servono e nella misura che servono, limitando gli sprechi e migliorando l’efficienza>.
E a spiegare in sintesi il senso di questa partecipazione provvede anche direttamente il presidente Marco Crotti: «La presenza di Terrepadane vuole essere un ulteriore segno di vicinanza
alla città, agli agricoltori ed al nostro territorio. Inoltre, vogliamo in questo modo offrire un’occasione ai piacentini per vedere dal vivo lo sviluppo della tecnologia e della meccanica in agricoltura con l’obiettivo di mettere in evidenza come oggi l’innovazione sia la grande protagonista in agricoltura».

 

Fonte: Libertà

AL VIA LA RACCOLTA DEI CEREALI

<In merito al ritiro di grano duro siamo già a buon punto in termini quantitativi, con una qualità molto buona del prodotto – afferma Marco Cappelli Responsabile Filiere del Consorzio Terrepadane -. Le proteine si attestano infatti su valori alti rispetto agli scorsi anni e anche i pesi specifici confermano la bontà del risultato. Cappelli continua spiegando che <Il ritiro del grano tenero invece è iniziato da poco, ma anche in questo caso la qualità rientra nei parametri richiesti dal mercato e dalle nostre filiere come quelle che ci vedono in partnership con Barilla, Galbusera, Mulino Bianco solo per citarne qualcuna. Per l’orzo la campagna è stata positiva anche in termini di rese; il prodotto, soprattutto nel piacentino, ha presentato buone caratteristiche riconducibili ad un peso specifico alto, alla sanità e all’assenza di tossine. Questi risultati qualitativi sono confermati dai controlli effettuati in fase di ritiro dei cereali che sono estremamente rigorosi e vengono condotti con strumentazioni innovative ed affidabili.
Le tensioni della guerra in Ucraina si stanno ripercuotendo su tutte le materie prime ed in primis sui cereali e questo sta evidenziando – anche in partenza –  livelli di prezzo molto favorevoli per le aziende agricole come indicato dalla Borsa di Bologna>.
Degno di nota anche il settore Biologico per il quale Terrepadane è impegnato con 3 centri di raccolta specializzati nel Piacentino: ottimi risultati si sono infatti ottenuti con la colza e i cereali minori caratterizzati anch’essi da una buona qualità.
Tuttavia la siccità rappresenta uno spettro, di cui è impossibile dimenticarsi: <il nostro impegno oggi – dice il direttore generale Terrepadane, Dante Pattini – è quello di trovare, insieme alla nostra rete di tecnici specializzati, soluzioni innovative e sostenibili, come ad esempio la fertirrigazione, che vadano nella direzione dell’utilizzo intelligente della risorsa idrica in modo da portare avanti le colture e le relative produzioni>.
Pattini inoltre sottolinea il ruolo strategico della cooperativa che dirige relativamente al mercato dei cereali: <I nostri contratti di filiera sempre più consolidati, sono riconosciuti come strumenti importanti per creare valore per le aziende agricole. Il nostro sguardo è sempre rivolto al futuro e all’innovazione; prevediamo infatti ulteriori investimenti nello stoccaggio e conservazione dei cereali in strutture sempre più idonee e all’avanguardia>.

 

Fonte: Libertà 26 Giugno 2022

STRESS DA CALDO DELLA BOVINA DA LATTE, TENERE ALTA LA GUARDIA

A spiegare le strategie che possono aiutare la bovina da latte – che è un animale omeotermo – a mettere in atto i meccanismi di termoregolazione (che consentono di bilanciare la quantità di calore endogeno prodotto con la quantità di calore disperso verso l’ambiente esterno) provvede Paola Michelotti, tecnico alimentarista del Consorzio agrario Terrepadane.
<Le condizioni di comfort termico dei bovini da latte sono misurate da un indice chiamato THI (Temperature and humidity index) che mette in relazione la temperatura e l’umidità relativa dell’aria. Entro i valori soglia di questo indice l’animale mantiene la propria temperatura senza dover variare il metabolismo, l’attività muscolare e il livello produttivo. Al contrario, quando si supera il livello soglia, l’animale è costretto a ridurre l’ingestione e l’attività motoria per disperdere il calore in eccesso attraverso vasodilatazione, sudorazione e ventilazione polmonare>
Si determina così una situazione di stress da caldo i cui segnali caratteristici sono il calo dell’ingestione, la diminuzione di produzione e la variazione della qualità del latte, il peggioramento dei parametri riproduttivi. Un quadro che conduce fatalmente all’insorgenza frequente di alcune patologie.
<Sicuramente – continua Michelotti – investire in impianti di raffrescamento è una soluzione vincente ma non sufficiente. Infatti, è necessario adottare alcune strategie alimentari per poter prevenire il manifestarsi di queste problematiche. Innanzitutto, per massimizzare l’ingestione è buona norma distribuire la razione durante le ore più fresche della giornata e se possibile, suddividerla in due somministrazioni al giorno, avvicinando più volte nell’arco della giornata la miscelata in mangiatoia. In questo modo si migliorerà l’appetibilità della razione; non di meno è indispensabile lasciare sempre a disposizione acqua fresca, pulita e facilmente raggiungibile.
Dal punto di vista della composizione della dieta, è buona norma evitare fibra grossolana e prediligere fibra più giovane e digeribile ed eventualmente inserire fonti di fibra solubile (polpe di barbabietola e buccette di soia) che stimola l’attività ruminale, così come è utile inserire lieviti, che per il disciplinare del Grana Padano devono essere tassativamente spenti.
Dal punto di vista energetico è di estrema importanza non alzare il livello di amidi della razione, ma è necessario inserire fonti energetiche concentrate, come grassi idrogenati o frazionati che oltre ad essere un’ottima fonte energetica aiutano a mantenere alto il valore del grasso nel latte, che notoriamente in condizioni di stress da caldo tende a diminuire>.
Allo stesso tempo, gioca un ruolo fondamentale anche la concentrazione degli zuccheri in razione, così come l’integrazione di macrominerali (bicarbonato di sodio che viene utilizzato come tampone ruminale per far fronte a fenomeni di acidosi ruminale e come fonte di sodio e potassio sotto forma di carbonato di potassio).
Sul fronte economico, in questo momento molto difficile per la zootecnia, è fondamentale impostare una corretta valutazione costi/benefici.
<In questo clima di crisi – aggiunge l’esperta – è fondamentale lavorare per obiettivi e mettere in atto una valutazione economica dell’intera gestione aziendale. Con l’intento di massimizzare il reddito aziendale in molti fanno l’errore di tagliare i costi di alimentazione, fertilità e salute degli animali.
Il nostro consiglio invece è quello di puntare a massimizzare innanzitutto la qualità dei foraggi aziendali. Certo, bisogna avere sotto controllo i costi di produzione e gli indici di efficienza alimentare, oltre che essere a conoscenza delle produzioni minime per la messa in asciutta o la riforma di una vacca. Senza dimenticare che per aumentare l’efficienza di una stalla è strettamente necessario massimizzare il benessere animale ed avere il giusto numero di capi in stalla evitando situazioni di sovraffollamento>.

Il supporto della Tecnologia

Anche nell’alimentazione della bovina da latte la tecnologia gioca un ruolo fondamentale, nell’ottica di formulare un’alimentazione di precisione.
<In questa ottica – spiega Paola Michelotti, tecnico alimentarista di Terrepadane – il Consorzio Terrepadane include nei servizi agli allevamenti lo strumento POLISPEC NIR portatile. Si tratta di uno spettrofotometro che sfrutta lo spettro del vicino infrarosso per fornire nell’immediato le analisi dei principali foraggi aziendali e non solo. Infatti, grazie a questo strumento abbiamo la possibilità di effettuare analisi sulla miscelata e sulle feci per poter fare una valutazione della digeribilità della dieta adottata da ogni singolo allevamento.

 

Fonte: Libertà

TERREPADANE, TECNOLOGIA E FORAGGICOLTURA

Che una delle chiavi del successo dell’allevamento da latte sia racchiusa nella qualità dei foraggi aziendali, non è certo una novità. Da molti anni, infatti, il mondo della ricerca scientifica sottolinea la centralità della foraggicoltura aziendale tra gli aspetti da considerare strategici per l’allevamento di bovine da latte.
In questa ottica, ovviamente, anche il parco macchine ricopre un ruolo primario.
Per questo il Consorzio Agrario Terrepadane in collaborazione con Khun ha organizzato recentemente una giornata dimostrativa dedicata alle macchine per la fienagione presso l’azienda agricola Manfredi a Pecorara.
In campo un cantiere completo Kuhn di nuovissima generazione per la fienagione: le falcialciacondizionatrici frontale FC 3125 DF-FF e posteriore FC 3115 DF-FF, la falciatrice posteriore GMD 240 FF, il girospandivoltafieno GF 8712 T con larghezza di lavoro di 8,70 metri ed il giroandanatore GA 7530, da 7,50 metri.
Sono state così provate macchine totalmente nuove e di nuova concezione caratterizzate da aggiornamenti tecnologici e strutturali legati in particolare a condizionamento, galleggiamento (caratteristica quest’ultima, molto preziosa in una realtà collinare come quella dell’azienda Manfredi caratterizzata da molte variazioni di pendenza e di livello), trasmissioni e barra di taglio.
Le attrezzature provate hanno presentato vantaggi in termini di efficienza e sostenibilità con risparmio di tempo e carburante.
<Utilizzavamo già da molto tempo attrezzature Kuhn per la fienagione – ha spiegato Thomas Manfredi, giovane agricoltore molto appassionato -, così dopo lunghe riflessioni abbiamo scelto di continuare con questo marchio che, oltre a garantire una qualità di lavoro davvero alta, ha sul territorio l’assistenza professionale del Consorzio agrario Terrepadane>.
Thomas chiarisce anche che <le innovazioni introdotte sulle nuove attrezzature rispetto a quelle che avevamo prima sono davvero notevoli.  In pochi anni è stato fatto un salto di qualità incredibile: ad esempio è stato introdotto un ruotino del voltafieno decisamente più robusto e adatto al lavoro in condizioni difficili; così come vengono adottate barre di taglio molto più efficienti. Inoltre, la galleggiabilità delle attrezzature risulta perfetta anche nelle situazioni in cui la pendenza è più spinta, mentre i condizionatori a flagelli hanno risolto tutti i problemi legati alla tecnologia a rullo: problemi che erano generati soprattutto dalla presenza di sassi, che sui nostri terreni è molto diffusa>.
Infine, va sottolineato il miglioramento in termini di produttività che su queste macchine raggiunge livelli eccezionali, anche su foraggi difficili, velocizzando il lavoro senza compromettere la qualità del prodotto.
<Macchine come queste – ha sintetizzato Giorgio Mazzoni, responsabile macchine di Terrepadane, richiedono interventi di assistenza puntuali e veloci, soprattutto in un ambito, come quello della foraggicoltura, nel quale il lavoro viene gestito su tempi molto, molto ristretti e dove un ritardo può essere fatale per la qualità del raccolto. Per questo come Terrepadane puntiamo tantissimo su un servizio di assistenza, che possa soddisfare le esigenze delle nostre aziende agricole socie e salvaguardare la loro competitività>.

Fonte: Libertà

ASSEMBLEA DI BILANCIO 2021: FATTURATO A 205 MILIONI DI EURO

Sul tavolo i dati di un’annata che, pur dovendo fare i conti con le difficoltà determinate dalla pandemia, ha visto il Consorzio piacentino prendere il largo e superare il tetto dei 200 milioni di euro di fatturato, arrivando a 205 milioni di euro, con una crescita oltre 20 milioni di euro (quasi 11%).
Tutti  i settori di attività hanno raggiunto ottimi risultati  con un particolare risalto al settore macchine agricole che ha avuto un vero e proprio boom di fatturato anche grazie agli incentivi statali.
Anche l’impianto di produzione di concimi liquidi e fogliari di Fiorenzuola è cresciuto di oltre il 20% rappresentando sempre di più per le aziende agricole un’opportunità strategica per una nutrizione delle colture mirata ed efficiente.
“Per il 2022 ci aspettiamo un forte ritorno commerciale in tutti i settori e progetti innovativi che stiamo portando avanti con Università e società specializzate-aggiunge il direttore Dante Pattini- . In primo luogo il settore legato alla gestione sempre più sostenibile dell’acqua con tanti nuovi impianti di SDI ed automazione dell’irrigazione oltre a tutti i servizi legati all’agricoltura di precisione.”
Il settore assicurativo relativo alla copertura danni da grandine dopo aver consolidato ottimi risultati nel 2021 risulta in ulteriore forte crescita anche in questa stagione con oltre 63 milioni di euro di valore.
<E’ trascorso un anno dalle tensioni dello scorso anno – ha detto Crotti, durante il suo intervento conclusivo – e Terrepadane c è ancora! In questi 12 mesi abbiamo lavorato con coerenza e impegno, lasciando da parte tensioni e difficoltà e basando il nostro impegno proprio sul riscontro che ottenemmo nella tornata elettorale dal territorio e dai soci, ma anche dalle imprese in generale. Questo bilancio – approvato all’unanimità – è importante perché esprime proprio questi valori. Inoltre, nonostante alcune verifiche, non sono mai state riscontrate irregolarità sulle modalità delle elezioni Resta solo aperto un arbitrato che probabilmente si concluderà dopo l’estate”.

Mercati in tensione: da Terrepadane azioni concrete a supporto delle aziende

Con gli occhi ben aperti sui drammatici scenari internazionali e sulle conseguenze che le vicende degli ultimi mesi possono comportare per le aziende socie, il Consorzio Terrepadane ha introdotto una serie di accorgimenti concreti per supportare le difficoltà degli imprenditori agricoli.
Per questo in apertura dei lavori assembleari, il direttore generale della cooperativa Dante Pattini è intervenuto per delineare la situazione relativamente ai mercati dei cereali e dei fertilizzanti.
<I mercati dell’Ucraina e della Russia – ha chiarito Pattini, intervenendo con un contributo molto dettagliato e altrettanto apprezzato dai partecipanti – giocano da sempre un ruolo centrale nel mercato dei cereali, tanto che l’Italia importava fino al 2021 cereali di tutti i tipi da questi paesi, con livelli anche del 60%: in realtà l’Europa è una esportatrice di cereali (soprattutto la Francia è una grande produttrice), quindi per noi non dovrebbero esserci problemi>.
Certamente il mercato è in forte tensione: una tensione che in realtà era già iniziata per vari motivi (pandemia, siccità, ecc..) già dall’autunno 2021. In particolare, per il grano la previsione sulla produzione degli USA è al ribasso e quindi i prezzi rimarranno alti: si dovrebbe partire addirittura con 400 euro/tonnellata per le prime quotazioni tra poche settimane, quando ci sarà il primo prodotto. Per il mais, invece, la situazione risulta sotto controllo in Europa, ma al ribasso negli Usa, con conseguenti quotazioni al rialzo.
<In questo quadro – ha continuato Pattini – si inserisce anche la variabile climatica, quella del cambio monetario con un dollaro molto forte e quella dei noli con costi molto alti. Uno scenario complesso in cui noi con inseriamo con i nostri contratti cereali. Allo stesso modo, per fronteggiare l’impennata del costo dei fertilizzanti, già lo scorso autunno – con un acquisto di 100mila quintali di concimi – abbiamo proposto una pre – campagna acquisti, grazie alla quale i nostri soci hanno risparmiato – alla luce degli aumenti successivi – oltre 3 milioni di euro>.

Bilancio in salute e occhi puntati sui giovani

Sono prestigiosi i risultati di bilancio per Terrepadane: oltre all’incremento di fatturato di 20 milioni di euro, il 2021 ha infatti portato ottime novità, così come ha evidenziato il direttore generale Dante Pattini.
180 mila euro di ristorni per i Soci, ma anche un miglioramento sul fronte dell’esposizione debitoria – dato messo in evidenza in un quadro complessivamente positivo della situazione finanziaria, messo in luce dal direttore finanziario, Luca Bazzini – della cooperativa, con un abbassamento di oltre 3milioni di euro dell’importo complessivo.
Anche in piena pandemia si è insomma consolidato il trend che vede il Consorzio dal 2008 chiudere in positivo, sia in termini operativi, che come utile di esercizio
Bene anche la situazione patrimoniale, che vede un dato confortante con un patrimonio stimabile in un valore di 18 milioni di euro.
Novità positive anche per i dipendenti con un premio in welfare, ossia una somma spendibile in buoni e servizi.
<Guardando avanti – ha spiegato il direttore generale – ci si presenta un 2022 pieno di possibilità, con i primi mesi che hanno portato ad un incremento di fatturato (84 milioni nei primi 4 mesi), seppur determinato anche dall’effetto prezzi. In questo quadro, va ad inserirsi la previsione di fatturato per il 2022 di 250 milioni di euro>
Pattini ha messo poi in evidenza alcuni profili molto interessanti rispetto alla gestione 2021: l’acquisizione di Agrifarma e l’implementazione del nuovo sistema informatico che partirà dal 2023.
Un aspetto che va poi sottolineato – ha continuato il direttore – riguarda l’inserimento di nuove professionalità: <si tratta di un tema molto delicato, al quale stiamo dedicando molta attenzione. Così come ci stiamo impegnando nel lavoro con le scuole agrarie, dove si formano gli imprenditori e i tecnici di domani, attraverso un progetto – Terrepadane Innovation Lab – #tplab – che punta a mettere i giovani in contatto con le realtà produttive>.
Terrepadane Innovation Lab è stato illustrato all’assemblea attraverso un emozionante video: un modo originale per consegnare ai giovani le sorti dell’agricoltura di domani.

Fonte: Libertà

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