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FERTIRRIGAZIONE, CON TERREPADANE E RIVULIS LA MIGLIORE TECNOLOGIA IN CAMPO

Le prestazioni di Rivulis Defend sono state testate in tutto il mondo, dimostrando l’efficacia di questa soluzione. Il prodotto, infatti, contiene una sostanza insetticida attiva incorporata direttamente nell’ala gocciolante/tape, che a causa dell’effetto sgradevole che produce, fa in modo che l’insetto non buchi l’ala e non ritorni.
Viene così risolto uno dei problemi della difesa tradizionale in un impianto a goccia, che è rappresentato di norma da uno spessore maggiore della manichetta e dall’utilizzo di insetticidi. Soluzioni che si rivelano però costose e solo parzialmente efficaci, poichè gli elateridi (insetti terricoli molto diffusi in tutti gli areali), sono in grado di danneggiare anche alti spessori.
La possibilità di utilizzare uno spessore della parete dell’ala gocciolante/tape inferiore rispetto agli standard di mercato (10 – 12e 13 Mils) comporta molti vantaggi, tra cui l’uso di bobine più lunghe, minor numero di cambi durante l’installazione e importanti risparmi di manodopera nelle fasi della coltivazione dei prodotti.
L’utilizzo di Rivulis Defend – che è progettato per proteggere le ali gocciolanti/tape dal primo giorno di utilizzo fino alla fine del ciclo colturale – permette di ridurre l’uso di antiparassitari, poiché contribuisce a diminuire il numero di interventi con insetticidi durante il trapianto e nel proseguo della stagione irrigua.
Nello specifico, la sostanza attiva è finemente inglobata nella plastica; analisi di laboratorio relative all’applicazione di Rivulis Defend non evidenziano residui di sostanza attiva nella coltura irrigata, nell’acqua che esce dalla manichetta, nè tanto meno nel terreno.
«Molti nostri clienti che hanno già utilizzato Rivulis Defend nei loro campi – afferma Matteo Scaglioni, responsabile Water Management e Sviluppo nuovi prodotti di Terrepadane – hanno espresso la loro soddisfazione. Questa tecnologia infatti presenta numerosi vantaggi, non ultimo quello determinato dalla riduzione del numero fori causati da insetti, che si traduce in un minor spreco di acqua, di fertilizzanti e di manodopera.
In una parola possiamo dire che Rivulis Defend presenta una maggiore eco-sostenibilità rispetto a un’altra manichetta, innanzitutto perché usando spessori più sottili permette di risparmiare plastica.
Non a caso, Rivulis Defend per la sua sicurezza, efficacia, affidabilità e per il fatto di essere completamente riciclabile (seguendo le normali procedure di smaltimento), si è aggiudicato il premio innovazione alla recente edizione di Eima 2021».

L’incontro

Le nuove frontiere dell’irrigazione e i contenuti delle nuove soluzioni proposte da RIVULIS, saranno messe a fuoco in un incontro, che si svolgerà il prossimo 1 dicembre alle ore 16,30 presso la Sala Bertonazzi della sede del Consorzio Terrepadane in via Colombo a Piacenza.

Un’altra grande innovazione portata avanti con successo da Terrepadane è l’AUTOMAZIONE delle pratiche colturali.
Da ormai tre anni gli agronomi di Terrepadane stanno proponendo, progettando ed installando in campo valvole e sensori a controllo remoto, che permettono di ottimizzare i mezzi tecnici utilizzati nella produzione delle colture. L’aggiornamento continuo è indispensabile e fondamentale in questo settore ed i tecnici di Terrepadane sono infatti reduci da un corso di formazione organizzato in collaborazione con Rivulis.
La semplicità e l’affidabilità delle apparecchiature utilizzate è garanzia di successo; le centraline di ultima generazione installate nelle aziende agricole consentono a tecnici ad agricoltori di conoscere e gestire ciò che avviene in campo, mettendo le colture nelle condizioni ideali di sviluppo. L’acqua e i concimi vengono distribuiti non a ore, ma a metri cubi; si tratta di una differenza enorme, perché permette di utilizzare solo lo stretto necessario.
Le centraline “colloquiano” via radio con valvole e sensori permettendo così di realizzare una irrigazione intelligente e di evitare agli agricoltori continui “andi-rivieni” nei campi.
<Con questi sistemi – spiega Davide Devoti, Tomato Specialist di Terrepadane – è possibile comandare l’accensione delle pompe di irrigazione, motopompe, pompe elettriche, aprire e chiudere idrovalvole, leggere i dati dei sensori. Inoltre è possibile monitorare le portate di irrigazione e fertirrigazione, ma anche addirittura integrare il sistema con una rete di capannine meteo>. In pratica in questo modo si può risparmiare tempo, ma anche ottenere dati accurati e sistematici a supporto della gestione agronomica della coltura: il tutto nell’ottica di ridurre l’impatto ambientale e contribuire al contenimento dei costi di produzione
“In sintesi, tutto quello che accade in campo inerente all’irrigazione viene riportato sullo smartphone in modo semplice ed intuitivo anche per le persone meno avvezze alla tecnologia e in ogni momento è possibile avere un report di quanto è stato fatto in un certo appezzamento; così da poter meglio gestire il campo ed avere confronti con le annate precedenti” aggiunge ancora Devoti.
Questa tecnologia è supportata economicamente anche dalla direttiva 4.0; così come rientra nella maggior parte dei piani operativi delle principali OP pomodoro.

COLTIVAZIONE DEL POMODORO DA INDUSTRIA: L’ESEMPIO DELL’AZIENDA MONTESISSA

Il nucleo aziendale centrale si trova a  Carpaneto, ma la produzione viene suddivisa, in base ad una scelta aziendale ben precisa, su diversi corpi, alcuni – quelli storici – in provincia di Piacenza e altri nel basso lodigiano, tra Castelnuovo Bocca d’Adda e Fombio.
<La produzione è suddivisa per il 50% in Emilia Romagna e per il 50% in Lombardia. In questo modo – spiega – riusciamo a gestire meglio la campagna, puntando su terreni, che si caratterizzano per buone dotazioni idriche. Certo la logistica di un’azienda come la mia – che dal punto di vista formale è un vero gruppo, articolato in realtà diverse dall’azienda individuale, fino alla società Tomatos 4.0 alla quale partecipano anche i collaboratori – è piuttosto complessa e richiede molta attenzione specifica>.
Ovviamente una realtà così complessa deve essere supportata da capacità gestionali non indifferenti: Montesissa ha saputo costruire un gruppo di lavoro costituito da 4 giovani, ai quali durante la campagna si aggiungono i lavoratori stagionali, che operano con grande precisione ed autonomia, secondo una suddivisione ben definita delle responsabilità.
L’agricoltore piacentino, che ha molta esperienza, avendo cominciato a seguire l’attività agricola in famiglia fin da bambino, non rinuncia ad un commento su questa campagna che <a causa – spiega – delle condizioni climatiche che si sono verificate – temperature basse in primavera e abbondanti piogge – potrebbe caratterizzarsi per problematiche di maturazione troppo concentrata, esattamente come accaduto lo scorso anno>.
Le aziende Montesissa conferiscono il proprio prodotto a sei stabilimenti diversi tra Piacenza, Parma e Lodi: una scelta ancora improntata sulla differenziazione che però richiede una gestione molto attenta: <durante la campagna – continua l’imprenditore – già all’alba vanno pianificate le consegne – un’attività di grande responsabilità, alla quale si dedica personalmente mia moglie, Elena – e non ci si può permettere di sbagliare. In questa fase è infatti definito il progetto di tracciabilità del prodotto che caratterizza in modo specifico il nostro processo produttivo>.
Alla base di una realtà così differenziata stanno le performanti dotazioni tecnologiche, che sono protagoniste in ogni fase: dalla scelta varietale, al trapianto, fino a tutte le operazioni colturali, alla difesa, alla raccolta e ovviamente alla gestione.
<La complessità delle tecnologie che utilizziamo, la velocità con cui dobbiamo prendere le decisioni e anche – e questo è fondamentale per la mia azienda – la logistica richiedono di poter contare su partner affidabili, capaci di rispondere in tempo reale alle nostre esigenze, che sono spesso imprevedibili. In questa scia si inserisce la collaborazione, ormai molto rodata con il Consorzio agrario Terrepadane, con il quale abbiamo testato l’automazione 4.0 nella fertirrigazione>.
<Con questi sistemi – spiega Davide Devoti, tecnico agronomico del Consorzio che segue l’azienda – è possibile comandare l’accensione delle pompe di irrigazione, motopompe, pompe elettriche, aprire e chiudere idrovalvole, leggere i dati dei sensori. Inoltre è possibile monitorare le portate di irrigazione e fertirrigazione, ma anche addirittura integrare il sistema con una rete di capannine meteo>. In pratica in questo modo si può risparmiare tempo, ma anche ottenere dati accurati e sistematici a supporto della gestione agronomica della coltura: il tutto nell’ottica di ridurre l’impatto ambientale e contribuire al contenimento dei costi di produzione.

FRATELLI RONDA E POMODORO DA INDUSTRIA: STORIA DI UN GRANDE AMORE

<Nella nostra azienda – spiega Filippo Ronda – coltiviamo pomodoro da industria da decenni. Da sempre crediamo nella sostenibilità della produzione integrata con i suoi disciplinari, che impongono regole molto precise e garantiscono condizioni di coltivazione non poi così lontane dal regime biologico. Del resto, – ci tiene a precisare l’agricoltore – rispettare il territorio e avere cura dell’ambiente, non può non essere una nostra preoccupazione, visto che si tratta dei nostri fattori di produzione>.
I fratelli Ronda conoscono la coltura del pomodoro da industria fin da bambini e hanno assistito in prima persona ai notevoli cambiamenti, che hanno caratterizzato il comparto: <Ho ben chiari – continua Ronda – i ricordi di tempi che sembrano oggi lontanissimi, quando il pomodoro si seminava, la zappatura lungo la fila veniva effettuata a mano, come a mano procedeva la raccolta. Il percorso è stato lungo e complesso e ha coinvolto tutta la filiera: grande alleata degli agricoltori è stata la tecnologia e l’assistenza tecnica>.
Voci fondamentali per le quali l’azienda Ronda si affida da sempre completamente al Consorzio Agrario Terrepadane: <Ero un bambino – ricorda l’agricoltore con il sorriso sulle labbra – quando accompagnavo mio padre all’agenzia di Ronco, dove trovavamo Gianpiero Romani con suo papà! Oggi – quasi 50 anni dopo – sono i tecnici del Consorzio a seguirci sul fronte agronomico e dei servizi con il Quaderno di Campagna, ma anche a fornirci le preziose tecnologie, dai trattori a quelle che ormai da anni utilizziamo per l’irrigazione, insomma un vero e proprio punto di riferimento per noi e per il nostro territorio>.
<Si può dire che Filippo mi ha visto nascere> – afferma Matteo Maschi, Agente di Vendita di Terrepadane che insieme a Romani segue l’azienda. <Non esiste il rapporto fornitore-cliente con questa azienda – continua Maschi – ma una consolidata amicizia che dura da anni permettendoci anche di condividere scelte e decisioni strategiche per massimizzare le produzioni aziendali coniugando tradizione e innovazione>.
Proprio riguardo l’innovazione, questa azienda è stata una delle prime a mettere in pratica tecniche virtuose grazie all’impiego della fertirrigazione controllata via satellite con Manna, la soluzione intelligente proposta da Terrepadane che contribuisce ad una gestione sostenibile dell’acqua. Matteo Scaglioni – Responsabile Water Management di Terrepadane a proposito di Manna sottolinea che <un’importante novità del 2021 sarà la disponibilità di immagini giornaliere di miglior risoluzione garantite anche in caso di nubi o, più in generale, in assenza di luce>.
Queste nuove tecnologie permettono di produrre molto e bene, fronteggiando in un’ottica di sostenibilità, le grandi sfide della globalizzazione dei mercati – con le sue spietate dinamiche di prezzo che impongono un rigidissimo controllo dei costi – e del cambiamento climatico.
<Anche gli aspetti fitosanitari – continua Ronda – oggi richiedono una gestione diversificata e complessa: si pensi al problema del ragnetto rosso, che ci ha creato non poche difficoltà negli ultimi anni e per il quale abbiamo dovuto chiamare a raccolta tutte le competenze, facendoci sostenere anche da chi ci segue, per incrociare le soluzioni agronomiche con i trattamenti, sempre nel massimo rispetto dell’ambiente>.
Tanti dunque, gli aspetti che l’agricoltore di oggi non può trascurare, in una professione che diventa sempre più complessa e che richiede competenze sempre più articolate.

TERREPADANE IN CRESCITA ANCHE NEL 2020

<Terrepadane ha chiuso un’annata molto positiva, iniziata tra mille difficoltà causate dal lockdown, ma che grazie all’impegno e alla passione dei nostri collaboratori, si è conclusa in modo favorevole, garantendo servizio e vicinanza a tutti i nostri soci/clienti> afferma il Direttore del Consorzio Dante Pattini. <Questi sforzi – continua – si sono tradotti in un aumento di volumi in tutti i settori toccando, per alcuni di essi, una crescita a due cifre>.
Tra questi settori spiccano le sementi e i mangimi che, grazie ai nuovi prodotti della linea Tonale a cui si aggiungono quelli della linea Stelvio ed Emilcap – che confermano il trend di crescita – rappresentano un’offerta completa che soddisfa le esigenze di tutti gli allevatori. Sempre in un’ottica di innovazione e di sostenibilità si colloca il settore Fertirrigazione che nel 2020 ha visto la posa di 80 milioni di metri di manichette nei campi (soprattutto di pomodoro); il lancio di X-Pell, il nuovo sistema di ala gocciolante con effetto repellente per risolvere i problemi causati dagli insetti, ha certamente contribuito all’incremento del settore.
Notevole anche la crescita del comparto Servizi: <Con il Quaderno di Campagna – sostiene Pattini – nel 2020 siamo riusciti a gestire circa 15.000 ettari di superficie con un obiettivo di incremento anche per il 2021; un ottimo risultato che testimonia l’importanza di un’assistenza tecnica sempre più adeguata a supporto degli agricoltori e dei loro adempimenti>. <Per quest’anno – aggiunge il Direttore – intendiamo ampliare e potenziare la nostra offerta con nuovi Servizi, diverse soluzioni per essere vicini alle esigenze di sostenibilità degli imprenditori agricoli>.
Incremento importante anche per il settore Cereali: <Nel 2020 abbiamo ritirato oltre 700.000 quintali di cereali – commenta ancora Pattini – grazie anche alle molteplici possibilità dei nostri contratti di coltivazione, assistendo ad una crescita del settore Biologico diffuso soprattutto sulle nostre colline, dove le colture, caratterizzate da una buona rusticità, possono offrire un’alternativa interessante. A tal proposito abbiamo garantito un prezzo minimo vantaggioso>.
La crescita di Terrepadane è stata affiancata dal sistema bancario anche con le convenzioni specifiche: <Terrepadane propone alle Aziende Agricole, strumenti finanziari vantaggiosi e innovativi – spiega Luca Bazzini, Direttore Amministrativo e Finanza del Consorzio. <La riorganizzazione del nostro Ufficio Clienti – commenta – ha proprio l’obiettivo di affiancare, attraverso la competenza del nostro personale, gli imprenditori agricoli nel mettere a punto il programma economico-finanziario più adeguato per le loro Aziende>.
A commento dei risultati ottenuti nel 2020 interviene il Presidente di Terrepadane Marco Crotti: <Il Consorzio ha intrapreso un percorso su due fronti: da una parte fornire prodotti adeguati ai bisogni delle aziende, dall’altra proporre anche servizi mirati. Una realtà che guarda avanti, che si affida ai giovani per il proprio futuro, aperta ai cambiamenti, all’innovazione e alla tecnologia, ma più che mai legata al proprio territorio ed alle sue secolari tradizioni al servizio degli agricoltori>.

Settore Macchine Agricole: 1 trattore su 3 è stato venduto da Terrepadane

Degno di nota nella crescita di Volumi nel 2020 è il settore Macchine Agricole che ha registrato un aumento del 30% delle vendite dei trattori di Alta Potenza e che ha incrementato le quote di mercato in tutte le province in cui opera. Questo risultato è frutto della fiducia da parte degli agricoltori verso i marchi distribuiti dal Consorzio, ovvero New Holland e Case IH, ma anche delle agevolazioni messe loro a disposizione dalla legge; il Credito d’imposta infatti prevede numerosi vantaggi fiscali per le aziende agricole che introducono tecnologia 4.0 e che quindi vanno a efficientare il proprio lavoro.
Il fatto che nessun competitor abbia venduto come Terrepadane nel 2020 significa che anche le nostre strategie stanno andando nella direzione corretta chiarisce Stefano Luchetti, Responsabile Macchine del Consorzio: <abbiamo dedicato impegno economico e risorse umane all’agricoltura 4.0 con l’obiettivo di favorire la diffusione della tecnologia d’avanguardia, offrendo un servizio di consulenza qualificato e duraturo, in modo da affiancare i nostri agricoltori nell’acquisizione delle competenze utili alla gestione di questi strumenti>.

 

 

FERTIRRIGAZIONE: DA TERREPADANE LE INNOVAZIONI PER IL 2021

Negli anni sono stati affrontati e risolti i vari problemi che emergevano nella gestione della tecnica, sempre puntando a difendere e ad accrescere il reddito dell’agricoltore e allo stesso tempo a favorire l’adozione e lo sviluppo di soluzioni sostenibili.
Uno dei problemi più diffusi per gli agricoltori che utilizzano l’irrigazione a goccia è quello dei danni che alcuni insetti – particolarmente gli elateridi – possono causare all’ala gocciolante, soprattutto nei casi in cui viene adottata la tipologia di manichetta leggera, ossia a spessore inferiore (8 mils o meno: ossia 0,2 mm, poiché 1 mils equivale a 0,0254 mm). Per fronteggiare questo problema tradizionalmente si interviene utilizzando geo disinfestanti durante il trapianto del pomodoro e successive applicazioni in manichetta di insetticida liquidi, ma di recente è stata proposta una nuova manichetta dotata di repellente che allontana gli insetti senza ucciderli.
<L’ala gocciolante con effetto repellente – aggiunge Davide Devoti, Crop Manager Pomodoro di Terrepadane – è una soluzione sostenibile ed economica. Grazie all’utilizzo dell’ala gocciolante con effetto repellente (chiamata X-PELL) vengono ridotti i danni e di conseguenza gli interventi di riparazione in campo con guadagno di tempo e risparmio economico, mentre contemporaneamente è possibile utilizzare le manichette a spessore più basso con ulteriore risparmio>.
L’insetticida con effetto repellente viene inglobato nel materiale plastico – in dose minima – al momento della produzione. In questo modo si raggiungono due obiettivi: innanzitutto quello di ottenere una lenta degradazione del principio attivo e quindi un perdurare dell’effetto per tutta la vita dell’ala; in secondo luogo – ed è l’aspetto più importante – il principio attivo è “immobilizzato”; non è solubile in acqua e non viene disperso nell’ambiente, il che mette al riparo da ogni rischio di inquinamento.
Questa nuova tecnologia – che è prodotta con Rivulis, l’azienda israeliana con cui Terrepadane collabora da decenni – ha suscitato molto interesse. Nel primo anno di lancio il nuovo prodotto chiamato X-PELL ha permesso di irrigare oltre 5.000 ha di pomodoro in Italia, ottenendo risultati veramente incoraggianti.
Per poter quantificare in modo obiettivo i vantaggi tecnici ed economici di X-PELL rispetto alle manichette tradizionali, RIVULIS ha incaricato un centro si saggio autorizzato (Terremerse ndr) a condurre una prova di comparizione specifica in Italia.
I risultati sono stati molto interessanti: infatti il numero di fori nelle parcelle gestite con repellente è passato da 245/ettaro con geo disinfestante e 625 ad ettaro senza geo disinfestante a zero, evidenziando lo stesso risultato, indipendentemente dalla presenza o meno del trattamento di geodisinfestazione. Inoltre, lo spessore della manichetta, appare solo moderatamente utile per far diminuire il numero di fori, in quanto anche le manichette tradizionali di più alto spessore come 10 e 12 mils risultano suscettibili ai danni provocati dagli insetti.
Notevole anche il risparmio economico: addirittura tra 60 e 600 €/ha a seconda dello spessore del modello usato a confronto di X-PELL, cui va aggiunto il vantaggio di qualità e quantità derivante dall’aver eliminato i problemi da eccesso o carenza di irrigazione.

Irrigazione 4.0: soluzioni di controllo in remoto a portata di clic

Anche nella fertirrigazione è arrivata l’automazione 4.0. Infatti tutti gli impianti si possono integrare con tecnologie d’avanguardia che permettono la gestione da remoto del sistema di fertirrigazione. <Con questi sistemi – chiarisce Matteo Scaglioni di Terrepadane – è possibile comandare l’accensione delle pompe di irrigazione, motopompe, pompe elettriche, aprire e chiudere idrovalvole, leggere i dati dei sensori. Inoltre è possibile monitorare le portate di irrigazione e fertirrigazione, ma anche addirittura integrare il sistema con una rete di capannine meteo>. In pratica questo sistema permette di diminuire le perdite di tempo, ma anche di poter contare su dati accurati e sistematici che possono essere di grande aiuto per migliorare la gestione agronomica della coltura: il tutto nell’ottica di favorire adozione di pratiche di agricoltura di precisione che riducano l’impatto ambientale dell’attività agricola e contribuiscano al contenimento dei costi di produzione.
<Va detto – afferma ancora Scaglioni – che questo sistema di automazione rientra tra le soluzioni tecnologiche per l’agricoltura che possono essere fruite con le agevolazioni fiscali previste dalla legge>.

L’IRRIGAZIONE SOSTENIBILE

Il 20 Luglio 2017 dalle ore 17 presso l’Azienda Rossi Giorgio e Maurizio, Loc. Vanina a Podenzano (PC) si parlerà di IRRIGAZIONE SOSTENIBILE, nuovi sistemi di Fertirrigazione e subirrigazione, test di efficienza, prove in campo e comparazioni.
L’incontro in campo è organizzato in collaborazione dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e da Rivulis.

Per Informazioni contattare: 335-8472266

Iniziativa realizzata nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 – Operazione 16.1.01 – Gruppi operativi del partenariato europeo per l’innovazione: “ produttività e sostenibilità dell’agricoltura” – Focus Area  4B migliore gestione delle risorse idriche, compresa la gestione dei fertilizzanti e dei pesticidi – Progetto CABIOS”

Il Presidente di Terrepadane Luigi Bisi: “Serve un uso più intelligente delle risorse, conciliato con l’esigenza di avere produzioni agricole sostenibili, ecologicamente quanto economicamente”.

La carenza di risorse idriche è una problematica che purtroppo si sta acutizzando su tutta la nostra penisola e non è esente nemmeno la ricca (una volta anche d’acqua) pianura Padana. Soprattutto a queste condizioni, l’acqua è un bene che non possiamo più permetterci di sprecare. Nasce così la necessità di adottare, anche in agricoltura, delle nuove tecniche in grado di alzare al massimo il livello di efficienza riducendo però al minimo l’impatto ambientale. È l’obiettivo dei Tecnici Agronomici del Consorzio Agrario Terrepadane e del DI.PRO.VE.S. guidato dal Prof. Stefano Amaducci, Dipartimento delle Scienze delle Produzioni Vegetali Sostenibili dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Ovviamente per avere buone produzioni è necessario sempre e comunque soddisfare il fabbisogno idrico della pianta, tuttavia prima che l’acqua arrivi alla radice della nostra coltura può accadere che si disperda, per evaporazione, per un tasso di assorbimento non ottimale del terreno, per un sistema di distribuzione poco efficiente o altro. Il programma che Terrepadane e UniCattolica hanno studiato prevede il monitoraggio della risalita capillare dell’acqua su un totale di 24 ettari (4 diverse aziende agricole coinvolte) di mais coltivato con impianti di fertirrigazione (irrigazione a goccia di superficie) e subirrigazione (irrigazione interrata) sparsi sul territorio piacentino su un area che va dal comune di Podenzano a quello di Caorso, valutando così, sulle differenti conformazioni del terreno, qual è il sistema più efficiente. Le prove saranno effettuate per un periodo complessivo di tre anni utilizzando sistemi di agricoltura conservativa, vale a dire con minima lavorazione del terreno per più cicli e con semina a sodo. “Abbiamo lavorato utilizzando le più avanzate tecniche di irrigazione – afferma Matteo Scaglioni, Responsabile Tecnico Agronomico Terrepadane – ma sicuramente l’ultima frontiera è rappresentata dalla subirrigazione, una tecnica che consente un risparmio notevole, anzitutto perché l’impianto ha una durata pluriennale, ma anche perché massimizza l’efficienza con considerevoli diminuzioni delle dispersioni d’acqua, superiore anche ai più performanti impianti di irrigazione a goccia di superficie”.