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Tecnologia e innovazione. Ecco la ricetta per l’agricoltura del futuro

<Lavorando con l’agricoltura di precisione, a partire dalle tecniche più classiche che dosano con intelligenza i fattori di produzione, fino ai servizi più innovativi – ha spiegato Giorgio Mazzoni, responsabile macchine di Terrepadane – arriviamo comunque ad avere a disposizione una grande mole di dati. Tutte queste informazioni devono essere elaborate e gestite, in modo da valorizzare l’apporto che possono rappresentare per l’azienda agricola. Proprio per questo abbiamo dato vita ad una serie di nuovi servizi, che permettono agli imprenditori di trarre vantaggio dalle informazioni che la tecnologia ci mette a disposizione. Il tutto con l’obiettivo di digitalizzare il più possibile l’attività dell’azienda agricola: infatti grazie ad una gestione “intelligente” delle informazioni possiamo tenere sotto controllo l’impatto ambientale di tutte le operazioni che svolgiamo>. Un esempio ormai collaudato del ruolo che la tecnologia in azienda può ricoprire è quello della gestione dell’irrigazione: in questo settore esistono prodotti gestionali che attraverso un software possono comandare le operazioni direttamente da una app nei minimi dettagli. Tra le nuove mission dell’agricoltura c’è anche quella di ridurre o rimuovere la produzione di anidride carbonica; un’attività connessa alla produzione di cibo, che resta il core business del comparto agricolo, che potrà dare soddisfazioni agli agricoltori in termini di integrazioni di reddito. Tra i servizi più moderni messi in atto da Terrepadane, vi è anche la redazione del Quaderno di campagna. <Il quaderno – ha spiegato Elena Pontoglio specialista di Terrepadane, sottolineando che la redazione di questo supporto è obbligatorio per legge – rappresenta una vera e propria fotografia di quanto avviene in azienda, in quanto vengono riportati tutte le operazioni e tutti i trattamenti; così come permette di ricostruire puntualmente la storia dell’azienda agricola, valorizzando il suo impegno in termini di impegno sul fronte della sostenibilità>.
Entrando nel merito della meccanizzazione, Matteo Gatti, responsabile vendite trattori Terrepadane e Marco Boccassi, Key account e responsabile settore attrezzature Terrepadane hanno presentato attraverso una serie di video una serie di macchine fortemente innovative Che permettono di gestire correttamente le risorse evitando gli sprechi e nello stesso tempo andando incontro ad una gestione aziendale che permetta il risparmio di manodopera.
Anche in occasione di Tomato World – ha spiegato il direttore generale di Terrepadane, Dante Pattini – abbiamo voluto promuovere un momento dedicato all’innovazione che ha avuto come protagonisti i giovani. Nella convinzione che il futuro dell’agricoltura e della società che ad essa è crucialmente collegata, stia proprio nella capacità delle nuove generazioni di gestire tecniche e tecnologie innovative.

Fonte: Libertà

La vendita dei crediti di carbonio, nuova frontiera per l’agricoltura

Un argomento di grandissimo interesse che è stato presentato nei giorni scorsi ai tecnici del Consorzio direttamente dai vertici di Rivulis, introdotti dal direttore generale della cooperativa piacentina, Dante Pattini.
<Quella dei crediti di carbonio (un credito è equivalente a 1 tonnellata di CO2) – ha spiegato Pattini – è una possibilità che le nostre aziende non possono certo permettersi di ignorare, viste anche le riduzioni di contribuzione Pac già messe in atto in questa programmazione e previste per le prossime. Siamo quindi orgogliosi di offrire alle aziende agricole la proposta di Rivulis, azienda con la quale collaboriamo da decenni e che da sempre si pone all’avanguardia nel nostro settore. La nostra partnership decennale ci ha permesso di essere distributore esclusivo dei prodotti Rivulis, compreso il progetto che riguarda i crediti di carbonio>.
Attualmente i mercati dei crediti di carbonio sono due: quello obbligatorio e quello volontario. Il mercato obbligatorio di fatto è un meccanismo imposto da alcuni governi, nel nostro caso dall’Unione Europea: alcuni settori industriali dovranno ridurre in prospettiva le emissioni di anidride carbonica. Un obiettivo che può essere raggiunto con una serie di interventi e investimenti sul ciclo produttivo (impianti a fotovoltaico o altre fonti di energie alternative), oppure attraverso i crediti di carbonio che in questo mercato sono quotati da una borsa merci specifica.
Nel mercato volontario del carbonio (CVM), invece, l’acquisto di crediti di carbonio è una scelta discrezionale, senza obblighi governativi vincolanti.
Entrambi i mercati operano nell’ambito dei Sistemi di Scambio di Emissioni, dove viene stabilito un “tetto” alle emissioni di carbonio consentite in specifici settori o Paesi.
Proprio nel mercato volontario del carbonio il comparto agricolo potrebbe avere un ruolo come “venditore”; questo mercato nel 2022 ha avuto un valore di 2 miliardi di dollari, ma il suo valore potrebbe diventare entro il 2030 addirittura di 50 miliardi di dollari.
Il programma di Rivulis – Rivulis Climate – si propone di favorire questo processo aiutando l’adozione di pratiche agricole più sostenibili, facendosi carico degli aspetti burocratici e amministrativi per la certificazione, in cambio di una quota parte del credito di carbonio e soprattutto dell’acquisizione da parte dell’azienda agricola delle tecnologie per l’irrigazione a goccia.
A rappresentare l’azienda israeliana Paolo Piola, responsabile commerciale Italia e Nord Europa  di Rivulis e Davide Dalle Carbonare area manager dell’azienda, che hanno presentato il programma Rivulis Climate, attraverso il quale le aziende agricole possono contribuire attivamente alla transizione verso un’agricoltura più sostenibile.
<Abbattere le emissioni carbonio – ha spiegato il tecnico di Rivulis, intervenendo all’incontro – è uno dei problemi più sentiti dalle grandi aziende nei nostri giorni: per risolvere questo problema che sarà sempre maggiore, le strategie sono complesse e prevedono diverse azioni, una delle più efficienti è quella di comprare crediti di carbonio. In questo meccanismo ci sono due figure: l’acquirente che tipicamente è una grande azienda e il venditore che è una realtà virtuosa che – dopo esserci certificata – può vendere i suoi crediti di carbonio>.
In realtà il processo è molto complesso – ad esempio la certificazione richiede molte risorse sia di tempo che economiche (ogni pratica può costare anche 100mila dollari!) – e richiede una società che possa investire in questa opportunità, potendo anche contare su un capitale adeguato.
In questo contesto si inserisce Rivulis – partner storico di Terrepadane – che si fa interprete delle esigenze del mondo agricolo che in questo modo può cogliere l’opportunità, entrando così in possesso di risorse che potranno essere poi investite in tecnologie per la sua azienda (ad esempio irrigazione a goccia).
<L’azienda agricola per entrare in possesso di crediti di carbonio – ha spiegato Dalle Carbonare – deve farsi promotrice di interventi e investimenti virtuosi, che vadano oltre le azioni già previste dalla Pac (questo è un aspetto fondamentale) attraverso le quali venga risparmiato carbonio: dal cambio coltura, all’introduzione dell’irrigazione a goccia alimentata con pannelli solari, fino alla riduzione delle lavorazioni, all’adozione di cover crop, ma anche all’aumento del numero di piante ad ettaro, ecc..>.
Rivulis sta sperimentando dieci progetti pilota in tutto il mondo e in Italia tre sono già in rampa di lancio.
<Terrepadane – ha concluso Pattini – è da sempre fortemente vocata a portare avanti l’innovazione, anticipando il cambiamento in agricoltura. Questo programma è un nuovo modo concreto per coltivare la nostra mission, che è il futuro del comparto>.

Fonte: Libertà

 

TERREPADANE GUARDA ALL’ALLEVAMENTO DA LATTE DEL FUTURO

Ad offrire un quadro generale, spiegando che cosa sono le micotossine (metaboliti prodotti da funghi, di genere Aspergillus), come avviene la contaminazione e per quanto tempo permane il rischio ha provveduto Antonio Gallo, professore dell’Università Cattolica proponendo un contributo sintetico ed efficace, che ha illustrato anche come il cambiamento climatico in atto costituisce un fattore di rischio fondamentale rispetto allo sviluppo di micotossine.
Il funzionamento di AFX1, l’agente di biocontrollo di Aspergillus flavus è stato illustrato da Andrea Angeli di Corteva Agriscience, l’azienda che ha brevettato AFX1: <questo progetto – ha spiegato Angeli – è in Italia grazie all’Università Cattolica di Piacenza e specificatamente al gruppo di ricerca della professoressa Paola Battilani>. Il concetto è semplice, ma per metterlo in pratica sono stati necessari anni e anni di studio, che il gruppo di Piacenza ha saputo portare avanti con determinazione. È stato individuato un ceppo di Aspergillus che non sviluppa micotossine: semi di sorgo devitalizzati vengono inoculati con questo ceppo di Aspergillus, che – distribuito a spaglio utilizzando spandiconcimi centrifughi o pneumatici – vince la competizione con l’altro e permette il superamento del problema.
<Il prossimo passaggio – ha continuato Angeli – sarà la registrazione del principio attivo e la registrazione del formulato commerciale e infine l’estensione della possibilità di utilizzo su mais destinato all’alimentazione umana e non solamente a quella animale, come invece, viene utilizzato adesso>.
I lavori sono proseguiti con i contributi di Paolo Guardiani e Paola Michelotti di Terrepadane, che hanno caratterizzato la problematica delle micotossine dal punto di vista delle normative vigenti (Guardiani) che della gestione della razione per bovine da latte (Michelotti).
<Abbiamo promosso questo incontro – ha spiegato Stefano Zaupa, responsabile settore zootecnico Terrepadane – per mettere in evidenza una problematica tanto attuale quanto grave – quella delle micotossine – per la quale è stata messa a punto una soluzione innovativa e assolutamente sostenibile. Del resto, anche la nostra partnership con Corteva va proprio letta nel solco della sostenibilità. Allora, è naturale che un progetto così innovativo e d’avanguardia – che azzera l’utilizzo della chimica – rientra a pieno titolo nel nostro programma a favore dei giovani, che saranno i protagonisti dell’agricoltura del futuro>.

 

Fonte: Libertà

CON X POWER LA SOSTENIBILITA’ ENTRA IN CAMPO

<Abbiamo ritenuto di proporre alcune prove di queste macchine su vigneto – ha spiegato Giorgio Mazzoni, agronomo, responsabile macchine di Consorzio Terrepadane -, poiché si tratta di una tecnica che non prevede nessun intervento chimico e che potrebbe veramente rappresentare la strada vincente per il futuro>.

Ad illustrarne il funzionamento in questa 3 giorni di prove, Matteo Gatti produttore vendita e responsabile delle Tecnologie Innovative di Terrepadane, che ha messo in campo la macchina nelle aziende Vitivinicole La Tosa di Vigolzone, Marasi di Vicomarino di Ziano Piacentino, Bosco Longhino di Santa Maria della Versa (PV).  Alla base della tecnica di eliminazione elettrofisica di infestanti e piante invasive c’è un circuito elettrico chiuso, uniforme e mirato che agisce sulle infestanti fino alle radici.

Tutte le soluzioni della famiglia XPower utilizzano l’energia elettrica ad alta tensione e l’ingegneria elettrofisica più all’avanguardia per eliminare efficacemente le piante indesiderate, riducendo al minimo gli erbicidi chimici.
<Attraverso questa tecnologia – continua Gatti – è possibile arrivare ad un efficace controllo delle infestanti. Un aspetto, quest’ultimo, che sta diventando veramente cruciale sia sulle colture soggette a rotazione ed anche sulle colture permanenti, come vigneti e frutteti. Sappiamo infatti molto bene che il diserbo costituisce una delle operazioni colturali più delicate ed un capitolo di costo più tra i più pesanti per moltissime colture>.
In questo caso l’adozione della tecnologia rappresenta una soluzione pratica ed efficacie utilizzabile anche nelle situazioni più complesse, come quella del controllo delle infestanti. Per questo il Consorzio Terrepadane ha deciso di proporre alcune prove in campo, che possano mettere in evidenza direttamente le caratteristiche innovative di queste macchine, che stanno suscitando molto interesse.
<La nuova politica comunitaria – conclude Dante Pattini, Direttore del Consorzio – sta puntando sulla significativa riduzione della chimica in agricoltura sia per i prodotti antiparassitari che fertilizzanti. Diventa pertanto, fondamentale trovare soluzioni tecniche che consentano di mantenere alta la produttività in modo sostenibile per l’ambiente e per l’azienda agricola che potrà così garantirsi eventuali premialità che dovrebbero essere contenute nei nuovi programmi delle politiche comunitarie. Quella presentata in questi giorni, fa parte di una delle tante soluzioni che Terrepadane sta promuovendo al fine di andare incontro alla richiesta di impiego di tecniche a basso impatto ambientale (questa ha praticamente residuo zero) salvaguardando la produzione e quindi il reddito dell’azienda agricola>.

 

Fonte: Libertà

TERREPADANE INNOVATION LAB: FORAGGICOLTURA AZIENDALE DA VALORIZZARE NELLA FILIERA

I ragazzi – tre classi dell’Istituto Raineri Marcora (una terza, una quarta e una quinta), accompagnati dai loro insegnanti – suddivisi in due gruppi, sono stati protagonisti di un programma che ha visto un approfondimento dedicato all’allevamento zootecnico attraverso l’uso del polispec NIR e delle miscelazioni, guidato dall’allevatore Vittorio Repetti e da Paola Michelotti, tecnico del Consorzio Terrepadane e un altro incentrato invece sul diserbo del frumento con visita di campi e confronto tra le diverse tecniche, guidato da Sabrina Rossi, tecnico del Consorzio Terrepadane e da Mario Cavanna e Andrea Angelucci di Bayer Crop Science. <Con questi studenti ci siamo focalizzati sull’importanza dell’utilizzo di prodotti mirati per la difesa della coltura che permettono di massimizzare le produzioni con attenzione agli sprechi, anche grazie all’utilizzo di tecnologie digitali, che sfruttano le mappe satellitari per monitorare i campi> ha sottolineato Mario Cavanna di Bayer. <Abbiamo organizzato un laboratorio – ha sottolineato Vittorio Repetti – che presentando sia la realtà della stalla, che quella della tecnica agronomica sui cereali ha offerto una panoramica a 360 gradi della complessa realtà dell’azienda agricola, mettendo in evidenza la necessità di un approccio integrato e di competenze interdisciplinari>.La mattinata – che è risultata molto utile per gli studenti e apprezzata dai professori – è stata introdotta a nome del Consiglio di Amministrazione di Terrepadane dal consigliere Stefano Repetti, agricoltore di grande esperienza, che ha sottolineato come l’agricoltura moderna richieda competenze tecniche di alto livello, il che rende fondamentale la formazione scolastica e ne valorizza la funzione. Ed è proprio ben riconoscendo il valore strategico della formazione dei giovani che Terrepadane ha sviluppato questo programma di laboratori che puntano sugli agricoltori e sui tecnici di domani, in una prospettiva di sviluppo sostenibile del comparto e con esso del territorio. Un binomio, quello che lega a doppio filo agricoltura e sviluppo, ancora più cruciale in un momento come quello che stiamo vivendo che ha messo in luce come non accadeva da decenni la centralità della produzione agricola.

 

Fonte: Libertà

AL VIA TERREPADANE INNOVATION LAB, IL PROGETTO PER LE SCUOLE AGRARIE DEL TERRITORIO

Primi protagonisti di questa iniziativa, i giovani – provenienti da famiglie di agricoltori e non – che hanno scelto di intraprendere studi agrari: per loro Innovation Lab propone un programma finalizzato a metterli in contatto con la realtà dell’agricoltura del XXI secolo, che si basa sulla capacità di innovare, comprendendo ed anticipando i cambiamenti.
<Già dallo scorso anno – continua Crotti – abbiamo iniziato un dialogo molto intenso con le scuole agrarie del nostro territorio, partendo proprio da quelle piacentine. Durante i difficili mesi della pandemia, abbiamo intercettato una difficoltà delle scuole, ossia la scarsissima disponibilità di attrezzature tecnologiche (tablet e pc) da fornire agli studenti e in occasione delle festività natalizie 20 – 21, in piena emergenza, abbiamo affrontato un ingente investimento per regalare agli istituti una buona dotazione di tablet da fornire agli studenti bisognosi. Quest’anno continuiamo a lavorare con le scuole, fornendo invece formazione di qualità con un percorso di incontri pensato e dedicato a loro, che è iniziato in occasione della mostra Tomato World a Piacenza Expo e che continuerà con incontri sia presso le nostre strutture, che presso aziende di nostri soci>
E un incontro è già programmato per mercoledì prossimo 30 marzo, quando un gruppo di studenti dell’Istituto Gallini di Voghera parteciperà ad un laboratorio sull’innovazione presso il Centro macchine Terrepadane, in via dell’Agricoltura a Piacenza.
<Durante questi incontri – spiega Federica Politi, responsabile Marketing di Terrepadane – i ragazzi saranno attori partecipi con le loro fotografie, le loro clip video che potranno condividere sui social taggando @terrepadane accompagnati dall’hastag #tplab. Raccoglieremo tutte le testimonianze per creare, alla fine dell’anno, un ‘poster/diploma’ da consegnare alle classi che hanno partecipato>.

 

Fonte: Libertà

AL TOMATO WORLD CON TERREPADANE PROTAGONISTI GLI STUDENTI DEL MARCORA

L’incontro – al quale i ragazzi, che erano accompagnati dai loro insegnanti, sono giunti già preparati da un percorso specifico svolto in classe nelle scorse settimane – ha visto anzitutto i contributi del presidente di Terrepadane, Marco Crotti, che ha illustrato ai ragazzi la lunga storia del pomodoro da industria in provincia di Piacenza, attingendo frequentemente anche ad elementi autobiografici. Attraverso un percorso fotografico che ha catturato i ragazzi, Crotti ha ripercorso l’evoluzione tecnica della coltura (dalla raccolta manuale a quella meccanica e dall’irrigazione a pioggia, fino alle ultime frontiere della fertirrigazione), soffermandosi però anche sullo sviluppo del comparto conserviero. La realtà del Consorzio Terrepadane e la crescita della ultracentenaria cooperativa piacentina è stata invece presentata ai giovani dal direttore generale Dante Pattini; mentre gli agronomi Matteo Scaglioni e Francesca Ravazzola sono entrati nel merito delle innovazioni tecniche che oggi svolgono un ruolo da vere protagoniste nella coltivazione del pomodoro. In particolare, Scaglioni si è soffermato sulle tecnologie irrigue, mettendo in luce le notevoli potenzialità delle moderne centraline attraverso le quali è possibile gestire in modo automatizzato la microirrigazione e la fertirrigazione (ossia quella tecnica che riunisce irrigazione e fertilizzazione) di centinaia di ettari.
Ovviamente queste tecniche irrigue, oltre a fornire alla coltura precisamente l’acqua che serve, quando serve, annullando gli sprechi e limitando i disagi determinati dalla tradizionale irrigazione, garantiscono anche alla pianta migliori performance produttive. Alle quali però sarà possibile giungere solamente considerando oggi aspetto della coltivazione, in un approccio trasversale che è quello che deve caratterizzare – come ha chiarito Ravazzola – il lavoro del tecnico di campagna.

 

Fonte: Libertà

TERREPADANE PUNTA ANCHE SULLE ASSICURAZIONI: GRANDI RISULTATI NEL 2021

<Tra le diverse tipologie di polizze – spiegano Francesco Repetti e Ivan Barriviera, responsabili dell’agenzia assicurativa – il fiore all’occhiello della raccolta premi è stato sicuramente il ramo grandine che nell’anno appena trascorso ha tagliato il traguardo record dei quasi 53 milioni di capitale assicurato per le colture del nostro territorio. Un risultato che va letto in due direzioni: da un lato, la sensibilità nel settore grandine è notevolmente cresciuta da parte degli agricoltori, dall’altro, anche l’offerta assicurativa in questo settore si è notevolmente ampliata con le nuove polizze sperimentali a tutela del rischio sulle colture>.
Rimanendo nell’ambito delle polizze agevolate, – continuano i due responsabili – anche il settore delle polizze bestiame ha continuato la sua crescita. Abbattimento forzoso, smaltimento carcasse e protezione dalle epidemie sono le coperture più richieste dagli allevatori; così come sono più che raddoppiate le richieste delle coperture RC prodotti (pensiamo al latte conferito nei caseifici o nelle cooperative) che salvaguardano le produzioni di eccellenza del territorio.
<Per quanto riguarda il mondo agricolo CAPSA offre un servizio di analisi dei rischi, consulenza, intermediazione e gestione del portafoglio assicurativo agricolo e non, arrivando a tutelare l’azienda, ma anche i titolari, la loro famiglia e i dipendenti con diverse polizze, che coprono anche infortuni e salute personale. Il tutto con un approccio innovativo alla gestione dei rischi aziendali, introducendo una metodologia di lavoro che, partendo dalla mappatura dei rischi, identifica le principali aree critiche e le priorità di intervento e arriva a disegnare un progetto assicurativo personalizzato. La nostra priorità è quella di fornire al mondo agricolo un servizio assicurativo professionale, efficace ed efficiente anche attraverso la collaborazione con i nostri partners>.
Sul tema interviene anche Dante Pattini, direttore generale del Consorzio Terrepadane, nonché Amministratore delegato di Capsa, spiegando che <per il prossimo futuro si sta lavorando per una progettualità assicurativa che riguarderà tutti i territori serviti da Terrepadane, includendo quindi anche le aree di Lodi e Milano, Monza Brianza e Pavia. Il tutto con l’obiettivo di migliorare l’offerta anche in questo campo>.

 

Fonte: LIbertà