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NEI PROSSIMI ANNI ANCHE LE NOCCIOLE CHE LAVORERA’ LA FERRERO PARLERANNO PIACENTINO

Con questa nuova filiera la Ferrero si è posta l’obiettivo di sviluppare la coltura nelle aree vocate su tutto il territorio nazionale oltre alle zone storiche del Piemonte e del Lazio come opportunità di diversificazione per gli imprenditori agricoli. Al fine di incentivare la creazione di una filiera di qualità basata sulla collaborazione degli imprenditori, Ferrero ha dato forma ad un contratto di lungo periodo allineato alla coltura, il quale tiene in considerazione l’investimento eseguito dall’imprenditore ed il prezzo della nocciola sul mercato. Questo è stato il principio che ha mosso l’Az. Milani e l’Az. Dallafiore a destinare parte della loro azienda alla coltivazione del nocciolo.
“Noi abbiamo un’azienda agricola ad indirizzo cerealicolo-colture industriali- afferma Giacomo Milani – e le difficoltà che stanno vivendo molte colture sul piano economico a causa della sempre più agguerrita concorrenza mondiale che causa andamenti imprevedibili nelle quotazioni dei nostri raccolti, ci hanno spinto a prendere la decisione di dedicare una parte dell’azienda a questa coltura all’interno del progetto Ferrero grazie al quale conosciamo in maniera trasparente i meccanismi che determinano la remunerazione della produzione di nocciole (permettendoci di impostare nel lungo periodo, i costi/margini che l’azienda agricola potrà avere). Rimane la variabile produttiva e per questo ci avvaliamo dell’assistenza tecnica che Terrepadane ci mette a disposizione all’interno della filiera. Anche DallaFiore Luigi ed il figlio Umberto hanno deciso di dedicare alla nuova coltura parte della loro azienda prevalentemente viticola diversificando così la produzione ed il rischio imprenditoriale.
Il presidente Tiziano Gatti della Cooperativa Lusuco insieme a Giorgio Mazzoni, Responsabile agronomico, Luca Bricchi, tecnico agronomico e Marco Cappelli, Responsabile Filiere del Consorzio Agrario Terrepadane, hanno da subito seguito tecnicamente la coltura confrontandosi con professionisti del comprensorio di Cuneo (la zona storica di produzione).
Con le due aziende agricole – afferma Luca Bricchi – siamo partiti con un’accurata analisi del terreno per capire come gestire al meglio la coltivazione; l’analisi del terreno è infatti fondamentale per definire la concimazione, l’irrigazione come pure il sesto d’impianto e le varietà”.
“Per quest’ultime – interviene Mazzoni – con l’aiuto di Ferrero, ci siamo rivolti ad un vivaista esperto e storico del Cuneense il quale produce materiale vegetale verificato all’interno del Sistema di Certificazione Volontario Nazionale.
Con la collaborazione dell’azienda vivaistica abbiamo selezionato le piante per il trapianto in base ad un corretto sviluppo vegetativo e alla fertilità dei terreni delle due aziende piacentine. La scelta è ricaduta sulle varietà Giffoni, Romana, Nocchione ed in piccola quota Barcellona. Fondamentale è lo studio del mix e della quota delle impollinanti rispetto al totale anche e soprattutto in funzione della raccolta. Le varietà hanno caratteristiche ed epoche di maturazione diverse, pertanto è risultato fondamentale lo scambio informativo e l’aggiornamento tecnico con gli specialisti di Ferrero”.
“Siamo soddisfatti – afferma Gatti – perché la coltivazione è partita anche a Pavia e Parma ed abbiamo parecchie nuove aziende interessate; riteniamo che queste due aziende piacentine siano un’importante vetrina per altre potenziali realtà. Noi – prosegue Gatti – abbiamo sposato da subito il progetto Ferrero insieme a Terrepadane per proporre un’alternativa alle aziende agricole. Sarà un’alternativa di lungo periodo in quanto la produzione dei noccioli diventa consistente dopo il 5° anno e prosegue per altri 20/30 anni, ma il fatto di avere una garanzia di remunerazione derivante da un accordo di filiera, rappresenta un’assicurazione per il reddito, o meglio, per un parte di reddito futuro per le aziende.”
“Queste due aziende sono entusiaste e noi, insieme a loro – concludono Mazzoni e Bricchi- cercheremo di applicare tutte le migliori tecniche di coltivazione, ad esempio la fertirrigazione e la sub-irrigazione e di difesa, per ottenere produzioni di qualità garantendo l’impiego delle buone pratiche agricole alla base di una corretta sostenibilità sia ambientale che economica. La nostra mission è di essere sempre più portatori di innovazione, soluzioni e tecniche che devono essere poi adottate correttamente nelle aziende agricole.”

UNIVERSITA’ CATTOLICA E TERREPADANE INSIEME PER I BIOSTIMOLANTI

Lo studio, coordinato dal Prof. Edoardo Puglisi della Facoltà di Scienze Agrarie Alimentari ed Ambientali e sviluppato insieme al Dott. Giorgio Mazzoni di Terrepadane, è finalizzato a testare e validare l’efficacia di alcuni prodotti naturali e ceppi batterici (soli, in consorzio ed insieme a biostimolanti chimici quali idrolizzati proteici) nella coltivazione del pomodoro e del riso in una serie di prove sperimentali di campo.

L’Università Cattolica del Sacro Cuore negli ultimi anni ha isolato decine di ceppi microbici con attività biostimolanti, identificandone più di 60 aventi marcate caratteristiche di promozione di crescita della pianta ed assoluta sicurezza per la salute dell’ambiente e dell’uomo.

Tramite opportune tecniche di valutazione delle caratteristiche, sono stati quindi individuati 4 ceppi che risultano essere i più promettenti per una sperimentazione ed una diffusione nel settore agricolo locale.

Nell’accordo è stato definito un piano di ricerca biennale nel quale, in base all’impiego di alcuni ceppi batterici in diverse condizioni pedologiche, vengono valutati alcuni parametri produttivi, qualitativi e di resistenza agli stress delle colture. In base a questi risultati si selezioneranno i prodotti più performanti per poi impiegarli in repliche negli anni successivi. Una volta validata l’efficacia seguirà l’utilizzo agronomico diffuso alle aziende agricole del territorio.

La sinergia creatasi tra Università e Terrepadane permetterà quindi di unire virtuosamente ricerca applicativa e mondo produttivo e potrà portare alla diffusione nell’economia locale di innovativi sistemi di coltivazione eco-compatibile.

Proprio quest’anno, Terrepadane ha arricchito la produzione dello stabilimento Multiliquid di Fiorenzuola con i concimi fogliari Nutri-elle e la volontà è proseguire su questa strada con la creazione di nuovi prodotti.

https://www.ilpiacenza.it/economia/miglior-produttivita-e-tutela-dell-ambiente-sinergia-tra-terrepadane-e-cattolica.html

TERREPADANE, CON LA PIATTAFORMA CEREALI UN’IMPRONTA DI INNOVAZIONE E QUALITA’

Una vetrina delle innovazioni nelle varie tipologie varietali di cereali e nelle diverse lavorazioni: questo il significato della piattaforma cereali allestita il 10 Giugno dal Consorzio Agrario Terrepadane in collaborazione con BASF presso l’Azienda Casa Nuova di Giampiero Cremonesi a Soarza di Villanova

GIRASOLE, TERREPADANE ATTENTA ALLE NUOVE OPPORTUNITA’

In primo piano, dunque, la filiera bio del girasole altoleico 100% italiano, ma anche le opportunità rivolte alle aziende in conversione al metodo biologico e alle aziende convenzionali, con proposte agronomiche, dinamiche di mercato e condizioni commerciali per la campagna 2020.  “Per il primo anno Terrepadane, nell’ottica di individuare sempre nuovi sbocchi per sostenere il reddito delle imprese agricole, ha ampliato la sua offerta dei contratti con quello del  girasole bio” spiega Marco Cappelli, che è il responsabile dei cereali e dei mangimi nel Consorzio. “Terrepadane – spiega – è molto attenta al ritiro, stoccaggio e analisi dei prodotti che vengono conferiti dalle aziende agricole e negli ultimi anni sta registrando una forte crescita del biologico (con +20% nel 2019 rispetto al 2018), a conferma della grande attrattività di questo mercato”.
Nello specifico della coltivazione del girasole e della successiva produzione degli oli è entrato invece Davide Andreasi di Agricola Grains, realtà che in Italia lavora con circa 600 aziende agricole in Italia, con un bacino totale di circa 50mila ettari. “Il girasole – ha spiegato – è una coltura in netto aumento e che è migliorata molto rispetto al passato, grazie all’attività di selezione degli ibridi più produttivi ed al supporto di innovativi mezzi agronomici”.
A chiudere i lavori è stato Giorgio Mazzoni, responsabile agronomico e delle filiere del Consorzio agrario che ha illustrato le scelte agronomiche proposte da Terrepadane e abbinate alla coltura del girasole, ricordando in particolare la produzione dei concimi liquidi e fogliari nello stabilimento Multiliquid di Fiorenzuola.

 

TERREPADANE, A FIORENZUOLA L’IMPIANTO FOGLIARI FUNZIONA A PIENO REGIME

Lo annuncia con orgoglio Giorgio Mazzoni, responsabile agronomico del Consorzio Agrario. “Abbiamo avviato la produzione di tre formulati della nostra linea Nutri-elle. Si tratta del Robur, che esercita un’azione irrobustente delle colture con complementare azione fortificante (ottimo per riso e orticole, piante ornamentali e florovivaismo), del Vigor, rivitalizzante dell’attività vegetativa con azione rinverdente, per favorire lo sviluppo e la crescita vegetativa delle colture (consigliato per cereali – frumento, mais e riso – e colture industriali) e dell’universale Acdc, valido come acidificante con indicatore di viraggio, emulsionante, tensioattivo e specifico per apporti fogliari. Stiamo producendo confezioni da uno, cinque e da dieci litri”.

Come nasce la linea Nutri-Elle?

“E’ doveroso innanzitutto soffermarsi sul nome, elle sta per life (vita) o leaf (foglia) e il significato vuole essere nutrire la foglia, dare vita. E’ un marchio Terrepadane, in fase di registrazione, studiato in collaborazione con l’israeliana Haifa Chemicals, leader mondiale nel campo dei concimi idrosolubili e liquidi e con la consulenza di uno staff chimico altamente specializzato, con cui sono state studiate le azione nutritive, biostimolanti e fisionutrizionali, con una forte attenzione al contenuto aminoacidico e a peptidico. Otto in totale i formulati studiati, di cui la metà consentiti anche nell’agricoltura biologica a dimostrazione della costante attenzione che Terrepadane riserva, con la sua offerta, alla sostenibilità”.

Mazzoni, che caratteristiche ha l’impianto di produzione?

“Si tratta di un impianto completamente automatizzato diretto dall’ingegner Mauro Casalini con una capacità produttiva di duemila litri all’ora. Costruito all’interno della Multiliquid, consente l’ottimizzazione della forza lavoro, grazie proprio all’automatizzazione del ciclo delle operazioni, quali riempimento, tappatura, etichettatura e pallettizzazione”.

Come mai Terrepadane ha deciso di arricchire la propria offerta?

“Lo ha fatto perché così è in grado di seguire, con la sua rete agronomica, le fasi della coltura dal punto di vista fisionutruzionale, riuscendo a fornire la consulenza adeguata per l’utilizzo dei prodotti più indicati. La versatilità della produzione è un aspetto positivo. Inoltre con la produzione diretta riusciamo a far risparmiare le aziende agricole e anche questo è un passaggio importante per stare al fianco delle nostre imprese”.

 

NASCE LA FILIERA DEL NOCCIOLO TERREPADANE

E’ una pianta con poche esigenze, che non richiede molte cure, scarsamente soggetta ad avversità, molto produttiva e soprattutto remunerativa. Quella della Langhe, la varietà migliore, è pagata molto bene. Stiamo parlando del nocciolo la cui coltivazione è stata oggetto di un incontro tecnico organizzato da Terrepadane presso il Palazzo dell’Agricoltura cui sono intervenuti alcuni esponenti di Ferrero, Stefano Bottino responsabile di un’O.P del Piemonte che associa coltivatori di nocciole e Giorgio Mazzoni per Terrepadane (presente anche il direttore Dante Pattini) che dovrebbe fungere, in caso di adesione di un buon numero di imprenditori piacentini (100 ettari inizialmente fino a 500 in cinque anni), come “collettore” (contratti di coltivazione, indirizzo per l’azienda agricola nella scelta delle varietà, tecniche agronomiche da adottare, stoccaggio e vendita ecc), così come da sempre lo fa per i cereali.

La Turchia è la prima produttrice al mondo seguita dall’Italia, con produzioni di alta qualità tra cui la celeberrima Tonda gentile delle Langhe. E’ una coltivazione assai redditizia tanto che si sta diffondendo nel mondo.
In questa fase del progetto l’obiettivo di Terrepadane e di Ferrero è quello di determinare nuove aree vocate impostando con le aziende, che vorranno aderire, un percorso di collaborazione che garantisce loro il ritiro del prodotto per almeno 20 anni ed un prezzo minimo di acquisto a copertura dei costi di produzione, oltre a importanti premialità sulla qualità del prodotto ritirato.

I ‘pilastri’ di questa filiera sono tutti funzionali allo sviluppo di una base produttiva sempre più vocata alla qualità e all’eccellenza del prodotto, senza prescindere in alcun modo da altri due fondamentali aspetti su cui fonda l’intero progetto, ossia tracciabilità e sostenibilità. Basi che certamente rappresentano un vantaggio economico per le aziende agricole, ma che si traducono anche in un plus capace di garantire e mantenere un elevato standard qualitativo del prodotto trasformato. Terrepadane è anche a fianco degli agricoltori con strumenti finanziari vantaggiosi studiati con i maggiori istituti di credito al fine di impostare opportuni piani di investimento legati alla coltura del nocciolo.

Sono seguite numerose domande da parte del pubblico presente con il coordinamento di Mazzoni. Terrepadane ancora una volta si pone come punto di riferimento per l’innovazione e per nuove opportunità di reddito per gli agricoltori.