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Parte sempre dalla foraggicoltura il successo dell’azienda zootecnica

<Un insieme di eventi – spiega Stefano Zaupa, responsabile settore mangimi del Consorzio Agrario Terrepadane – che in molti casi ha reso difficile il raccolto di questo primo taglio, faticando ad irrigare adeguatamente le coltivazioni a causa della carenza di acqua. In sostanza, gli allevatori che sono riusciti ad anticipare il raccolto di maggio non hanno avuto problemi (anche se si sono dovuti accontentare in termini di quantità prodotto); mentre per gli altri non è stato facile ottenere risultati accettabili, tanto che molti lamentano uno scadimento nutritivo del prodotto>.
Nel frattempo, sempre sul fronte della foraggicoltura si stanno affermando in Pianura Padana nuove tendenze, vista la crisi che il mais sta attraversando già alcuni anni:
<La scorsa annata – continua Zaupa – sarà ricordata per le enormi difficoltà che ha portato con sé relativamente alla coltivazione del mais. Infatti, in generale il prodotto portato a casa degli allevatori non è stato all’altezza delle aspettative e ci sono stati casi in cui il tenore in amido non ha superato i 20 punti percentuali! Dal nostro punto di vista, questi primi 5 mesi del 2023 hanno visto un notevole incremento delle quantità di mangimi composti commercializzati come Terrepadane con una crescita in volume di 50mila quintali e con risultati più che soddisfacenti per i nostri Soci clienti produttori di latte>.
Tra le novità che si stanno affermando in sostituzione del mais da foraggio in territorio lombardo e che anche gli allevatori piacentini stanno guardando con interesse, ci sono i cosiddetti miscugli tra leguminose e graminacee, che si stanno dimostrando foraggi particolarmente interessanti da insilare. Infatti, con un unico prodotto, si possono apportare amidi e proteine derivanti rispettivamente dai cereali e dalle leguminose.
In realtà, non si tratta di una vera novità, poiché questo sistema di coltivazione trova nei nostri areali una diffusione, seppur limitata da anni: oggi però, grazie ai progressi raggiunti in termini di varietà colturali e tecniche di raccolta, è possibile insilare ad uno stadio di maturazione più avanzato con migliore risultato in termini nutrizionali.
<Questi prodotti – chiarisce ancora Zaupa – offrono caratteristiche nutrizionali molto interessanti con tenori proteici anche del 14% e una buona qualità della fibra, che garantisce un’adeguata digeribilità e valorizza la funzionalità del rumine. Non da ultimo, va tenuto presente che questi miscugli rispetto, ad esempio, ad un insilato di frumento, espongono a minori problemi di allettamento. Certo, utilizzando questo tipo di prodotto, è opportuno prevedere un’integrazione con farina di mais, oppure un’adeguata grassatura della razione che consente di ottenere livelli energetici adeguati alle produzioni di latte. Per questo la nostra proposta anche per i miscugli è sempre personalizzata, in funzione delle caratteristiche dell’azienda e mediata dai nostri consulenti. In particolare, in momenti come quello estivo, quando il rischio di fermentazioni anomale è veramente dietro l’angolo, diventa strategico prevedere anche integrazioni, ad esempio, con acidificanti e assumere decisioni mirate sul fronte del management (ad esempio gestire l’alimentazione con due carri, invece che con uno)>.
<Anche e soprattutto in ambito zootecnico – sintetizza Stefano Zaupa – la nostra consulenza punta a massimizzare la redditività dell’azienda e quindi a calibrare ogni tipo di intervento sulla base di un rigido bilancio tra costi e benefici economici. Che però – e questo aspetto va sempre tenuto ben presente – passa inevitabilmente per il mantenimento di elevati standard di benessere degli animali, particolarmente delle bovine da latte>.
<Attraverso una accurata consulenza – spiega il presidente di Terrepadane, Marco Crotti – la nostra cooperativa, ha da sempre impattato sullo sviluppo delle aziende, introducendo innovazione sia tecnologica, che metodologica e contribuendo così in modo concreto ad una crescita della loro competitività>.

Fonte: Libertà

 

Bilancio 2022 positivo per Terrepadane con un fatturato di oltre 250 milioni

Ma il risultato non è l’unico motivo di soddisfazione per i Soci: infatti anche per l’esercizio appena concluso, è previsto un aumento dei ristorni ai soci: <negli ultimi 10 anni sono stati distribuiti circa 2 milioni di euro complessivamente, un forte segnale di attenzione verso i nostri soci che premia la loro fedeltà negli acquisti> commenta Marco Crotti, presidente del Consiglio di Amministrazione di Terrepadane.
I risultati positivi del 2022 sono frutto, tra gli altri aspetti, anche dell’andamento finanziario.
“Il 2022 – spiega il direttore finanziario Luca Bazzini – ha registrato una riduzione di 1,2 milioni di euro dell’esposizione debitoria verso il sistema bancario; la cassa aziendale ha consentito una equilibrata gestione del fabbisogno finanziario derivante dalla crescita del fatturato aziendale, contributo reso disponibile dalla solidità delle aziende agricole socie e in generale della clientela di Terrepadane. Il sistema bancario ha seguito proattivamente la crescita del business, confermando un forte interesse nelle capacità di sviluppo del settore agricole e del territorio in cui opera il Consorzio.
Ciò ha consentito a Terrepadane di procedere con gli investimenti strategici necessari a consolidare il suo patrimonio che è triplicato in quasi 15 anni”.

I dati
Ed ecco i dati di bilancio. Il primo relativo al fatturato che con oltre 250 milioni di euro, segna un + 24% rispetto all’esercizio precedente: questi risultati derivano dalle performance positive di tutti i settori. Un incremento dovuto all’aumento dei prezzi che si è verificato nel 2022, ma che ha visto i volumi di acquisto rimanere stabili e che invece per alcuni settori, come nel caso dei concimi liquidi e fogliari, ha confermato di porre l’attenzione sul risparmio e sulla sostenibilità.
Degni di nota sono senza dubbio il settore della fertirrigazione e nuove tecnologie che fa registrare un incremento del 30%; d’altra parte le difficoltà climatiche legate principalmente alla siccità fanno prediligere sistemi di irrigazione innovativi che permettono di gestire in modo efficiente la risorsa idrica. Oltre il 32% si evidenzia nel settore dei mangimi composti e in quello dei concimi liquidi e fogliari grazie all’operatività della fabbrica Multiliquid di Fiorenzuola D’arda.

Welfare per i dipendenti
 <Queste performance sono figlie dell’impegno di tutti i collaboratori del Consorzio – afferma il Direttore generale di Terrepadane, Dante Pattini – e in un momento difficile nel quale la capacità di spesa delle famiglie è intaccata dagli aumenti, anche nel 2022 abbiamo voluto dare un segno di attenzione e un sostegno concreto ai nostri dipendenti e alle loro famiglie. Negli ultimi 3 anni sono infatti stati investiti circa 650mila euro in beni e servizi attraverso il piano welfare aziendale, agendo sia per valorizzare i risultati positivi ottenuti, sia per sostenere il caro-vita>.

Gli investimenti importanti in Lombardia
Nel solco della massima valorizzazione dell’agricoltura lombarda va letto l’acquisto della sede operativa di Pieve Fissiraga in provincia di Lodi, zona che sarà oggetto di altri investimenti nel prossimo futuro. La sede attualmente copre quasi 11.000 mq tra aree scoperte e coperte situate in una posizione strategica facilitando le attività logistiche. Si tratta di un investimento molto importante che viene dopo l’acquisto effettuato nel giugno del 2020 della sede di Cerello, di quello nel giugno 2019 della sede di Telgate (BG) e di quello delle sedi di Pavia Bellingera e Mede nel 2018. Attraverso queste operazioni il Consorzio sarà attivo in strutture di proprietà con una presenza logistico-territoriale assolutamente competitiva e strategica.
Inoltre, è stato recentemente firmato un accordo con un’azienda che lavorerà in esclusiva per Terrepadane per il ritiro di cereali ad Abbiategrasso: un investimento che riguarda l’attività di stoccaggio per la zona di Milano e una parte importante della provincia di Pavia e che offrirà agli agricoltori una possibilità concreta di fronteggiare i cambiamenti climatici, differenziando le coltivazioni.

Le prospettive
<Se da una parte i risultati dell’esercizio 2022 sono positivi – continua il presidente Crotti – dall’altra c’è forte preoccupazione per l’attuale situazione climatica: il fattore meteo sta infatti condizionando pesantemente tutta l’attività agricola in particolare nelle zone vocate al riso ed al mais. Altri fattori che sicuramente incideranno non poco sono rappresentati dall’aumento dei tassi di interesse e dal calo dei prezzi dei cereali. Fortunatamente la diversificazione settoriale di Terrepadane e soprattutto le scelte strategiche in termini di modello organizzativo e personale stanno dando dei buoni risultati. Inoltre, per essere competitivi, sarà fondamentale saper innovare continuando a percorrere con decisione la strada della sostenibilità; proprio perché ci muoviamo in uno scenario caratterizzato dalle problematiche che conosciamo e da quelle che potranno inserirsi, sarà sempre più importante adottare condotte virtuose sui temi ambientali. In questo quadro le aziende agricole dovranno essere sempre più professionali e come tutte le aziende evolute dei vari comparti, avranno sempre più bisogno di partner affidabili e all’avanguardia. Un ruolo che, come Consorzio, interpretiamo sul territorio da oltre 120 anni>.

 

Fonte: Libertà

TERREPADANE AL FORUM ECONOMICO CON IL PREMIER NETANYAHU E IL MINISTRO DURSO

Durante il forum, che si è svolto sotto la regia del Ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sono emerse le grandi problematiche che caratterizzeranno gli scenari futuri dell’economia mondiale: dal cambiamento climatico, alla gestione della risorsa idrica, fino alla svolta green e alle tecnologie indispensabili per affrontarla.
Tra i grandi temi, anche quello della gestione dell’agricoltura in condizioni di grave siccità, argomento sul quale Israele rappresenta a livello mondiale una delle realtà più avanzate in campo agricolo.
Terrepadane si inserisce a pieno titolo nel gruppo di aziende – tutte di altissimo livello –  coinvolte nel forum alla luce della trentennale collaborazione con alcune realtà israeliane d’eccellenza che operano nella produzione di tecnologie innovative per l’agricoltura.
Grazie a questa collaborazione molte aziende agricole italiane hanno potuto fronteggiare le sfide poste loro dal mercato rimanendo competitive, mantenendo i riflettori accesi sull’utilizzo sostenibile dell’acqua (già molto prima che emergesse la crisi idrica di questi anni).
<L’acqua e la fertirrigazione – ha detto il premier israeliano durante il suo intervento – saranno le sfide del futuro. In Israele si è investito molto nella gestione della risorsa idrica, soprattutto dopo la grave crisi idrica che si verificò nel 2009. Oggi in Israele il 90% dell’acqua è riciclata e vi sono i desalinizzatori più grandi del mondo. La ricerca in agricoltura e nelle tecnologie a supporto dell’agricoltura è sviluppata anche grazie a 500 aziende start up che lavorano su questi temi>.
Al termine dell’incontro il presidente Marco Crotti ha commentato: “ E’ un onore aver rappresentato il Consorzio Agrario Terrepadane al Forum economico Italia-Israele. Le sfide del futuro come clima, siccità, energia e sicurezza saranno vinte solo con l’innovazione: Terrepadane è l’esempio di un’azienda che innova e per questo leader in Europa.”

CREDITI DI CARBONIO, NUOVA OPPORTUNITA’ DI REDDITO PER GLI AGRICOLTORI

La mattinata ponendo l’attenzione alle grandi problematiche del comparto agricolo stretto tra la necessità di produrre prodotti alimentari di qualità da un lato e di ridurre, dall’altro, l’impatto ambientale della produzione, ha riportato sul tavolo anche lo spettro – più che mai concreto – della siccità, che anzi, sta diventando in tutta Europa sempre più drammatico.
I lavori, dopo un’introduzione del presidente di Terrepadane Marco Crotti e un saluto di Alon Bar, ambasciatore di Israele in Italia e Katia Tarasconi, sindaco di Piacenza, sono entrati nel vivo con l’intervento di David Leykin, direttore Generale Haifa Italia e di Thierry Haller, direttore Generale Europa e Africa Rivulis.
Paolo Sckokai, direttore del Dipartimento di Economia agraria della Cattolica ha illustrato come tutta la questione dei crediti di carbonio si inserisce nell’impegno più generale dell’Unione europea nella direzione della sostenibilità della produzione agricola.
<Il mercato dei crediti di carbonio – ha spiegato – rientra nella cosiddetta “architettura verde della Pac”: in pratica, gli agricoltori potranno produrre crediti di carbonio che poi potranno vendere ad esempio, alle industrie alimentari>.
Il professore ha anche spiegato come uno dei punti più critici sarà proprio quello di stabilire il “prezzo” di questi crediti.
A Paolo Piola, sales manager Rivulis, è andato invece il compito di illustrare il meccanismo della vendita dei crediti; mentre Matteo Scaglioni, responsabile Water Management Terrepadane ha invece illustrato i risultati ottenuti con le tecniche più moderne in termini di irrigazione e subirrigazione.

Fonte: Libertà

TERREPADANE CHIUDE IN POSITIVO IL 2022

<Dalle difficoltà – spiega il direttore generale di Terrepadane, Dante Pattini – nascono spesso interessanti opportunità e la nostra cooperativa ha dimostrato la volontà di essere accanto a soci e clienti in questo momento difficile, offrendo soluzioni innovative che rappresentano strumenti importanti con cui fronteggiare la crisi e le molte criticità>. Questi importanti risultati sono stati frutto dell’aumento dei prezzi che ha riguardato tutti i settori di attività, ma anche di un’importante crescita in volumi che ha caratterizzato soprattutto i settori dei mangimi, della fertirrigazione e dei cereali autunnali.  Il margine operativo è diminuito, poiché il Consorzio si è fatto carico di assorbire una parte degli aumenti, in modo da alleggerire i costi per le Aziende agricole. La stessa situazione si è verificata con l’aumento dei tassi di interessi totalmente assorbiti dalla cooperativa senza aggravi per gli agricoltori>.
Pattini aggiunge anche che <nonostante i temi economici non sempre leggeri, è continuato l’inserimento di neolaureati e di alcune figure professionali di alto profilo>.
Sull’andamento economico  hanno inciso tutti gli incrementi che si sono verificati nel 2022, ovvero l’aumento del costo dell’energia, delle materie prime e in particolare del costo del denaro.
Un quadro che Luca Bazzini, direttore amministrazione e finanza del Consorzio, provvede a spiegare: <ogni incremento di punto percentuale del costo del denaro comporta per la nostra cooperativa un aumento di costi di circa 500mila euro, ma la precisa e accurata gestione del comparto finanziario – grazie anche ai rapporti con i principali Istituti di Credito – ci ha permesso di arrivare a fine anno con una solida situazione finanziaria>.
Ovviamente dal quartier generale di via Colombo ci si augura che il 2023 sia un anno di rallentamento riguardo ai problemi ormai noti; <tuttavia – anticipa Pattini – la solidità della nostra organizzazione e le soluzioni innovative che presenteremo alle aziende agricole, mi fanno pensare ad un’annata altrettanto positiva>.
<Quanto più sapremo innovare, continuando a percorrere con decisione la strada della sostenibilità, quanto più saremo competitivi – rincara la dose il presidente del Consorzio, Marco Crotti -. E questo perché ci muoveremo in uno scenario caratterizzato dalle problematiche che conosciamo, da quelle che potranno inserirsi, ma anche dalle nuove regole della Pac, che nella programmazione 2023/27, sarà ancora più rigorosa in termini di condotte virtuose sui temi ambientali. In questo quadro le aziende agricole dovranno essere sempre più professionali e come tutte le aziende evolute dei vari comparti, avranno sempre più bisogno di partner affidabili e all’avanguardia. Un ruolo che, come Consorzio, interpretiamo sul territorio da oltre 120 anni!>.

 

Fonte: Libertà

CAMPAGNA 2023, AL LAVORO CON I NUOVI CONTRATTI DI COLTIVAZIONE

Fornire assistenza tecnica – agronomica alle aziende conferenti per una gestione ottimale del prodotto dalla semina alla raccolta, promuovere nuove colture e nuove varietà, cercando di orientare l’azienda agricola secondo le necessità e le nuove evoluzione del mercato.
<I contratti di coltivazione – spiega Marco Capelli, responsabile settore cereali e filiere Terrepadane – hanno come finalità quella di favorire lo sviluppo di una migliore redditività per le aziende agricole, valorizzando il prodotto e facilitando la programmazione>.
I contratti che vengono proposti sono molteplici: dal tradizionale contratto Barilla per il grano tenero, ai contratti per il grano duro e i grani di forza:
<i nostri contratti nascono dalla collaborazione con i più grandi gruppi di trasformazione e riguardano diverse tipologie di grano. In particolare, la novità di quest’anno è il contratto Galbusera, dedicato ad un frumento tenero per la panificazione>.
Tutti i contratti – chiarisce ancora l’agronomo – puntano a valorizzare la sostenibilità della produzione e premiano questo impegno, garantendo migliori condizioni economiche.
<Nel 2022, in particolare – aggiunge Cappelli – abbiamo registrato un grande successo per i contratti dedicati ai cereali biologici. Un vero boom con oltre 6 mila tonnellate. Un dato che va ancora una volta ad evidenziare il crescente interesse per questa tecnica di coltivazione>.
Visto il successo ottenuto con il frumento, il meccanismo dei contratti di coltivazione viene riproposto anche su altre colture: ad esempio la colza, che nel 2022 ha visto un contratto colza sostenibile che ha funzionato molto bene.
Per la campagna 2023 verrà inoltre riproposto il contratto mais: <si di una possibilità molto interessante per i produttori, che tra l’altro viene proposta intercettando anche gli incentivi previsti dal PNRR>.
Sulla prospettiva che i contratti di coltivazione lasciano intravedere per il mondo agricolo e sulla lungimiranza che il Consorzio ha dimostrato, mettendosi a lavorare su questi strumenti già 15 anni fa, interviene anche il presidente Marco Crotti: <la politica agricola dell’Unione europea nella programmazione che partirà dal prossimo 1 gennaio valorizzerà al massimo i contratti di coltivazione, come strumento fondamentale per migliorare l’efficienza delle filiere e favorire la competitività, fronteggiando l’eterna problematica della volatilità dei prezzi. Ben consapevole dell’utilità e della valenza strategica di questi contratti; il Consorzio ha imboccato, tra i primi, questa strada già 15 anni fa, offrendo alle aziende socie una soluzione moderna ed efficace per garantirsi un’adeguata redditività. Il tempo ci ha dato ragione e oggi i contratti di filiera sono riconosciuti modello virtuoso per garantire alle aziende agricole la possibilità di fronteggiare il mercato>.

 

Fonte: Libertà

TERREPADANE LANCIA UN NUOVO PROGETTO DI FILIERA DEL MAIS

Proprio per illustrare i contenuti e gli obiettivi di questo nuovo progetto – che vedrà il Consorzio come capofila e che raduna circa 80 aziende di tutto il territorio coperto da Terrepadane nelle province di Piacenza, Milano, Pavia, Lodi e Bergamo – nei giorni scorsi si è svolto un incontro al palazzo dell’agricoltura.
Ad introdurre l’incontro, al quale hanno preso parte un buon numero di aziende agricole, nonostante il periodo dell’anno intensissimo per il mondo agricolo, ha provveduto personalmente il presidente del Consorzio Terrepadane, Marco Crotti, spiegando la ratio del progetto: “il nuovo bando Mipaaf – chiarisce – ci offre attraverso la realizzazione di un progetto di filiera, la possibilità di mettere a disposizione delle aziende socie l’impegno che il nostro Consorzio ha profuso da anni sul tema dell’innovazione per una filiera come quella del mais, che è strategico per il nostro territorio. Per questo ci è sembrato più che mai opportuno cogliere questa possibilità, programmando investimenti specifici. Grazie al progetto, le aziende avranno la possibilità di compiere ulteriori passi nel percorso dell’innovazione, investendo in tecnologie e acquisendo ulteriori competenze. Il tutto avendo come garanzia il Consorzio”.
“Gli obiettivi indicati dal bando fanno riferimento a tematiche di attualità, nelle quali Terrepadane ha profuso impegno già da molti anni. Inoltre, questo progetto si caratterizza per essere multiregionale, permettendoci id valorizzare la nostra dimensione” ha spiegato Marco Capelli, responsabile Cereali e Filiere Terrepadane.
Temi come agricoltura sostenibile, di precisione, digitalizzazione e innovazione, produzione di energia da fonti rinnovabili ed economia circolare – ha continuato l’agronomo – si trovano in prima linea tra quelli indicati dal nuovo bando e allo stesso tempo, costituiscono i nostri abituali ambiti di impegno da anni.
Per le aziende agricole operanti nella filiera mais, gli investimenti ammissibili saranno prioritariamente quelli legati alla sostenibilità ambientale: anche in questo caso si parla di macchine agricole specifiche con caratteristiche di agricoltura di precisione, minima lavorazione, riduzione emissioni inquinanti e consumi energetici. Inoltre, il bando riserva particolare attenzione agli interventi dedicati all’irrigazione, con   focus   su   risparmio   idrico   ed   efficienza (subirrigazione, fertirrigazione).
Il progetto – le cui caratteristiche più tecniche sono state il illustrate da Luca Quintavalla, professionista molto noto in questo ambito, che ha già seguito con successo altri progetti di filiera del Consorzio – prevede sia finanziamenti a fondo perduto, che finanziamenti agevolati.

 

Fonte: Libertà

PROMOZIONE DEL TERRITORIO E SOSTEGNO ALLE IMPRESE AGRICOLE: SIGLATO UN ACCORDO TRA TERREPADANE E GAL RISORSA LOMELLINA

Il GAL Risorsa Lomellina (Gruppo di Azione Locale) è una società formata da soggetti pubblici e privati (41 comuni della Lomellina occidentale, la Provincia di Pavia, la Camera di Commercio, associazioni di categoria, aziende agricole ecc.), e associa circa 800 aziende. Complessivamente queste aziende coprono circa 41000 ettari di riso, 10000 ettari di mais e 3000 ettari di soia. Pertanto il focus di questo accordo è quello di concepire l’agricoltura come motore primario dell’economia, garanzia di approvvigionamento di beni e servizi e attività innovative.
L’oggetto dell’accordo consiste dunque nella promozione dei bandi del Piano Sviluppo Locale del GAL Risorsa Lomellina (con particolare riguardo a quelli legati alla competitività delle aziende agricole) e nella proposta di prodotti e servizi da parte di Terrepadane verso le realtà operanti nel territorio (ad esempio con l’organizzazione di eventi e/o proposta di strumenti finanziari innovativi e migliorativi). Inoltre, il Consorzio supporterà GAL Risorsa Lomellina nella promozione di iniziative sul bacino dell’area metropolitana, oltre alla condivisione di campagne sui principali mezzi di comunicazione.
«Questo accordo – afferma Marco Crotti, Presidente del Consorzio – va nella direzione di sostenere e promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio in cui Terrepadane opera attraverso il sostegno a progetti che mettono in primo piano la cooperazione al fine di creare un nuovo modello di impresa che genera valore alle aziende agricole».
«Quella avviata oggi è una collaborazione particolarmente preziosa – aggiunge il Presidente di GAL Risorsa Lomellina, Stefano Leva – che ci permette di potenziare la nostra azione di sviluppo attraverso il dialogo con una realtà privata di assoluta importanza. GAL e Terrepadane hanno certamente ben chiaro il valore sociale delle attività economiche, per cui tutti i nostri interventi a sostegno della competitività delle imprese sono visti, da entrambe le parti, come opportunità di crescita complessiva del territorio».

 

Altri contributi:

TERREPADANE, RELAZIONE SEMESTRALE POSITIVA

Questo incremento è dovuto principalmente ai forti aumenti che si sono registrati in molti comparti che hanno a che fare con le materie prime: da quello dei fertilizzanti, fino a quello della mangimistica, anche se va detto, che in questi mesi si è registrata anche una crescita dei volumi di prodotti commercializzati.
Tra i settori coinvolti, in prima linea la fertirrigazione, con soluzioni tecniche innovative e sostenibili che, considerati i problemi legati alla siccità, ha visto il superamento del traguardo dei 100 milioni di metri di manichetta venduti; ciò sta a significare che le buone pratiche proposte dal Consorzio hanno trovato un accoglimento favorevole da parte degli agricoltori.
A fronte dei rincari subiti dai fertilizzanti, una risposta efficace è stata fornita dall’aumento della produzione della fabbrica Multiliquid, in quanto attraverso le soluzioni nutritive più mirate ed efficienti proposte dall’Agricoltura 4.0 – l’agricoltura di precisione -, l’attenzione è stata rivolta al risparmio e alla sostenibilità.
Da sottolineare, inoltre, il trend di crescita del settore Macchine Agricole che ha consolidato il fatturato.
Il direttore e amministrativo e finanziario del Consorzio Luca Bazzini, spiega che <l’aumento di fatturato del Consorzio si sta consolidando in modo molto equilibrato dal punto di vista finanziario, grazie anche al grande contributo operativo da parte del sistema bancario>.
<Nonostante le condizioni climatiche, siamo molto soddisfatti della campagna di ritiro cereali – afferma Dante Pattini, direttore generale di Terrepadane – Le rese produttive sono state buone con cereali di qualità e sani, come testimoniano i rigorosi controlli effettuati con strumentazioni all’avanguardia ed affidabili. Il risultato complessivo della raccolta è stato di circa 50 mila tonnellate, in linea con i quantitativi degli ultimi anni. Inoltre, le quotazioni del mercato dei cereali per questa campagna sono partite da livelli elevati, creando per gli agricoltori, condizioni economiche molto interessanti>.
Anche il settore assicurativo relativo alla copertura danni da grandine, dopo aver consolidato ottimi risultati nel 2021, risulta in ulteriore forte crescita anche in questa stagione con quasi 70 milioni di euro di valore assicurato.
I dati positivi di questi primi 6 mesi del 2022, confermano – secondo lo stesso presidente Marco Crotti – che il Consorzio riveste un ruolo strategico nelle filiere promuovendo contratti con l’obiettivo di creare valore per le aziende agricole.  <Come sempre – aggiunge ancora – il nostro sguardo è rivolto al futuro e a servizi innovativi che favoriscano le attività produttive dei nostri soci>.

 

Fonte: Libertà

VENERDI PIACENTINI, CON TERREPADANE L’AGRICOLTURA TORNA PROTAGONISTA

<Portare due trattori in pieno centro in un’occasione come quella delle serate estive, che vogliono essere un momento di evasione – spiega Giorgio Mazzoni, responsabile macchine di Terrepadane – vuole dire rimettere l’agricoltura al centro degli interessi dei piacentini. Rimettere e non mettere, poiché la nostra comunità si è sviluppata su fondamenta molto profondamente nel comparto agricolo, su cui si fonda ancora oggi una parte molto importante della nostra economia locale>.
Mettere l’agricoltura al centro significa anche favorire la presa di consapevolezza da parte della cittadinanza delle fondamentali problematiche legate alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità della produzione, ma anche ricordare il ruolo strategico che questo comparto ricopre da sempre, che le recenti vicende belliche ci hanno fatto in un certo senso riscoprire.
<Come è possibile vedere – continua Mazzoni – il livello di tecnologia con cui sono attrezzati i moderni trattori e tutte le macchine agricole, è notevolissimo ed è indicatore degli investimenti che il comparto sta sostenendo nell’ottica della sostenibilità. Utilizzare tecnologie d’avanguardia significa infatti mettere in uso la “famosa” agricoltura di precisione, che utilizza in modo sostenibile le risorse (compresa l’acqua) cioè quando servono, dove servono e nella misura che servono, limitando gli sprechi e migliorando l’efficienza>.
E a spiegare in sintesi il senso di questa partecipazione provvede anche direttamente il presidente Marco Crotti: «La presenza di Terrepadane vuole essere un ulteriore segno di vicinanza
alla città, agli agricoltori ed al nostro territorio. Inoltre, vogliamo in questo modo offrire un’occasione ai piacentini per vedere dal vivo lo sviluppo della tecnologia e della meccanica in agricoltura con l’obiettivo di mettere in evidenza come oggi l’innovazione sia la grande protagonista in agricoltura».

 

Fonte: Libertà