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QUADERNO DI CAMPAGNA, CON TERREPADANE COMPILATI 23.000 ETTARI NEL 2021

Monica Daturi, titolare di una realtà significativa per il territorio piacentino, l’azienda agricola La Monticella, a Borgonovo Val Tidone racconta la sua esperienza: <Per fare fronte ai tantissimi adempimenti burocratici che ci vengono richiesti – dice – abbiamo ovviamente bisogno di strumenti tecnologici all’avanguardia che ci aiutino nella conduzione giornaliera delle nostre aziende e che siano sempre più precisi, affidabili e di facile interpretazione>.
L’azienda ad indirizzo cerealicolo – orticolo – zootecnico, gestisce un allevamento di circa 280 vacche da latte, che vengono alimentate con foraggi e mais aziendali.  Inoltre, una parte della superficie aziendale è investita – nella migliore tradizione piacentina – a pomodoro da industria, coltivato in produzione integrata (ossia il sistema produttivo ratificato con un apposito disciplinare dalla Regione Emilia Romagna, che punta ad una maggiore sostenibilità della produzione ndr)
<La differenziazione produttiva della nostra azienda– continua l’allevatrice – richiede molte attenzioni, anche perchè ovviamente l’adesione al disciplinare porta con sé i periodici controlli da parte degli enti preposti. Vista la complessità della gestione, Monica si è rivolta al Consorzio Terrepadane, già suo fornitore principale di mezzi tecnici e materie prime, che da alcuni anni sta proponendo il Quaderno di Campagna con un successo sempre crescente: <il nostro servizio Quaderno di Campagna – spiega Andrea Tagliaferri, tecnico agronomo del Consorzio, responsabile di questa attività – viene gestito attraverso una piattaforma informatica, che ci permette di registrare tutti gli interventi con automatismi vari, partendo dal “registro brogliaccio” che deve essere sempre presente in Azienda Agricola. In questo modo riusciamo, oltre che a garantire il rispetto degli obblighi di legge, anche ad orientare l’assistenza tecnica, pianificando così al meglio gli acquisti e l’utilizzo dei prodotti strettamente necessari riducendo gli sprechi. Per i nostri clienti il Quaderno di Campagna, oltre agli obblighi di legge, si rivela un prezioso strumento di valutazione strategica. Per citare qualche numero nel 2021 abbiamo compilato circa 23.000 ha totali di cui circa 5.600 di mais, circa 4.000 di pomodoro, 1.800 di riso e 800 di Vite; numeri in crescita rispetto allo scorso anno che dimostrano l’efficacia dello strumento per una gestione ottimale dell’azienda>.
Il Quaderno di Campagna permette di consultare le informazioni aziendali in qualsiasi momento, dall’ufficio o dal campo, utilizzando tablet o smartphone; per ogni appezzamento si crea una vera e propria memoria storica, una risorsa fondamentale che permette di fare valutazioni strategiche gli anni successivi.
<Il Quaderno di Campagna – aggiunge il presidente del Consorzio Terrepadane – costituisce un esempio concreto di come la tecnologia sia entrata in modo massiccio in agricoltura. Come Consorzio abbiamo implementato questo servizio essendo ben consapevoli della sua valenza strategica: si tratta di un modo concreto per incidere positivamente sui bilanci delle aziende socie, ponendoci al loro fianco giorno per giorno in un cammino di crescita e mettendo a loro disposizione la professionalità dei nostri tecnici. In questo modo un gravoso adempimento burocratico può diventare un vero strumento strategico di successo>.

NATALE CON RIFLESSIONE SUL FUTURO DELL’AGRICOLTURA

<Abbiamo proposto – ha spiegato il presidente di Terrepadane, Marco Crotti – un momento di formazione su un tema fondamentale per chi lavora in agricoltura. Infatti alla politica agricola comunitaria è legato il futuro del nostro settore e anche le possibilità che si potranno aprire. Comprendere gli scenari che si verranno a determinare nei prossimi anni, può quindi diventare fattore strategico di successo per le imprese agricole e di conseguenza per chi lavora ogni giorno al loro fianco con l’obiettivo di supportarle in un percorso di crescita>.
L’incontro – ha sintetizzato al termine dei lavori, il direttore generale del Consorzio Terrepadane, Dante Pattini, che durante la riunione ha comunque coinvolto i dipendenti più giovani neoassunti, chiedendo loro una impressione sui primi mesi di lavoro – ha avuto l’obiettivo di contribuito a migliorare la consapevolezza dei nostri dipendenti rispetto alle grandi problematiche mondiali e alla loro complessità. Un quadro in cui è necessario sapersi inserire con una gamma di servizi che permettano alle aziende di acquisire una competitività sempre maggiore.
A fare chiarezza nel complesso panorama delle politiche comunitarie ha provveduto, dunque efficacemente, il professore, che con un relazione chiara quanto completa, ha delineato innanzitutto la strategia di lungo periodo adottata dalla Commissione Europea 2019-24 – il famoso Green deal, che punta a rendere l’Unione Europea neutrale rispetto al clima entro il 2050.
<Il Green Deal – ha chiarito l’esperto – è articolato in una serie di obiettivi strategici, che investono vari settori economici, cui corrispondono specifici documenti di indirizzo: la Farm-to-Fork Strategy (F2FS) ha come obiettivo generale quello di costruire sistemi agro-alimentari sostenibili entro il 2030>.
In particolare, questa  strategia si configura come contributo europeo alle grandi sfide alimentari mondiali del nostro pianeta nel medio-lungo periodo (2050).
Innanzitutto nutrire una popolazione di 9,7 miliardi di persone prevista nel 2050; azzerare la fame (oggi quasi il 10% della popolazione mondiale soffre la fame), riducendo le disuguaglianze (oggi il reddito medio nei paesi poveri è il 10% di quello dei paesi ricchi); migliorare la qualità della dieta, visto che attualmente  circa il 28% della popolazione mondiale è sovrappeso o obesa. Per ottenere questi risultati bisognerà prevedere un leggero aumento della terra coltivabile (da 4,7 a 5 miliardi di ha), ma soprattutto bisognerà preoccuparsi di mantenere la fertilità dei terreni coltivati. Un tema che ricopre un ruolo chiave è poi quello dell’acqua: le stesse risorse idriche dovranno essere gestite con maggiore efficienza, mentre sarà più che mai fondamentale ridurre drasticamente le emissioni di gas serra (oggi il contributo dell’agricoltura è circa il 15% sul totale).
Si tratta di problematiche che possono apparire lontane dalla vita di tutti i giorni degli agricoltori piacentini, ma che invece impattano notevolmente su ogni scelta aziendale: un aspetto quest’ultimo su cui è ritornato in chiusura il presidente Marco Crotti, che, ribadendo il valore del legame ultracentenario tra il Consorzio e il territorio, ha sottolineato come rispetto ai grandi temi del futuro la grande alleata resta l’innovazione e la capacità di renderla sempre più protagonista della vita delle aziende. Un processo che il mondo agricolo sta affrontando con determinazione e che richiede partner affidabili come il Consorzio agrario ha dimostrato nella sua lunga storia di poter essere.

COLTIVAZIONE DEL POMODORO DA INDUSTRIA: L’ESEMPIO DELL’AZIENDA MONTESISSA

Il nucleo aziendale centrale si trova a  Carpaneto, ma la produzione viene suddivisa, in base ad una scelta aziendale ben precisa, su diversi corpi, alcuni – quelli storici – in provincia di Piacenza e altri nel basso lodigiano, tra Castelnuovo Bocca d’Adda e Fombio.
<La produzione è suddivisa per il 50% in Emilia Romagna e per il 50% in Lombardia. In questo modo – spiega – riusciamo a gestire meglio la campagna, puntando su terreni, che si caratterizzano per buone dotazioni idriche. Certo la logistica di un’azienda come la mia – che dal punto di vista formale è un vero gruppo, articolato in realtà diverse dall’azienda individuale, fino alla società Tomatos 4.0 alla quale partecipano anche i collaboratori – è piuttosto complessa e richiede molta attenzione specifica>.
Ovviamente una realtà così complessa deve essere supportata da capacità gestionali non indifferenti: Montesissa ha saputo costruire un gruppo di lavoro costituito da 4 giovani, ai quali durante la campagna si aggiungono i lavoratori stagionali, che operano con grande precisione ed autonomia, secondo una suddivisione ben definita delle responsabilità.
L’agricoltore piacentino, che ha molta esperienza, avendo cominciato a seguire l’attività agricola in famiglia fin da bambino, non rinuncia ad un commento su questa campagna che <a causa – spiega – delle condizioni climatiche che si sono verificate – temperature basse in primavera e abbondanti piogge – potrebbe caratterizzarsi per problematiche di maturazione troppo concentrata, esattamente come accaduto lo scorso anno>.
Le aziende Montesissa conferiscono il proprio prodotto a sei stabilimenti diversi tra Piacenza, Parma e Lodi: una scelta ancora improntata sulla differenziazione che però richiede una gestione molto attenta: <durante la campagna – continua l’imprenditore – già all’alba vanno pianificate le consegne – un’attività di grande responsabilità, alla quale si dedica personalmente mia moglie, Elena – e non ci si può permettere di sbagliare. In questa fase è infatti definito il progetto di tracciabilità del prodotto che caratterizza in modo specifico il nostro processo produttivo>.
Alla base di una realtà così differenziata stanno le performanti dotazioni tecnologiche, che sono protagoniste in ogni fase: dalla scelta varietale, al trapianto, fino a tutte le operazioni colturali, alla difesa, alla raccolta e ovviamente alla gestione.
<La complessità delle tecnologie che utilizziamo, la velocità con cui dobbiamo prendere le decisioni e anche – e questo è fondamentale per la mia azienda – la logistica richiedono di poter contare su partner affidabili, capaci di rispondere in tempo reale alle nostre esigenze, che sono spesso imprevedibili. In questa scia si inserisce la collaborazione, ormai molto rodata con il Consorzio agrario Terrepadane, con il quale abbiamo testato l’automazione 4.0 nella fertirrigazione>.
<Con questi sistemi – spiega Davide Devoti, tecnico agronomico del Consorzio che segue l’azienda – è possibile comandare l’accensione delle pompe di irrigazione, motopompe, pompe elettriche, aprire e chiudere idrovalvole, leggere i dati dei sensori. Inoltre è possibile monitorare le portate di irrigazione e fertirrigazione, ma anche addirittura integrare il sistema con una rete di capannine meteo>. In pratica in questo modo si può risparmiare tempo, ma anche ottenere dati accurati e sistematici a supporto della gestione agronomica della coltura: il tutto nell’ottica di ridurre l’impatto ambientale e contribuire al contenimento dei costi di produzione.

PIU’ DI 1 SECOLO DA PROTAGONISTA PER IL CONSORZIO AGRARIO PIACENTINO

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NELL’ANNO DEL COVID TERREPADANE PREMIA I SOCI

<Il 2020 – spiega il presidente Marco Crotti – è stato un anno difficile, forse il più duro dagli anni del dopoguerra sia per la pandemia che per l’attacco informatico subito da Terrepadane lo scorso ottobre. Nonostante ciò, però, il Consorzio è riuscito a non fermarsi e soprattutto a contribuire in modo importante a permettere che le aziende agricole dei nostri Soci potessero continuare a lavorare. Grazie alle scelte strategiche del Consiglio, ad un’organizzazione meticolosa e rodata negli anni, ad un management attento e scrupoloso e – soprattutto – all’impegno e alla responsabilità dei dipendenti, possiamo dire di aver centrato l’obiettivo. I dati di bilancio 2020 sono positivi, in controtendenza nello scenario economico del Paese e ci consentono di affermare – non senza orgoglio – il primato del settore primario, che dimostra ancora una volta di saper veramente guidare il Paese anche e soprattutto nei momenti più bui>.
Crotti spiega anche che <anche se complessivamente il comparto agricolo risulta essere tra quelli che hanno sofferto meno dei riscontri economici della pandemia, le aziende agricole dei nostri Soci in molti casi non hanno potuto solcare senza scossoni il periglioso guado dell’emergenza sanitaria; per questo abbiamo preso la decisione di sostenere i bilanci con un’iniezione di liquidità. In pratica, anziché ridistribuire i ristorni sotto forma di azioni del Consorzio – come abbiamo fatto dal 2013 al 2019, distribuendo 47mila azioni per un valore di oltre 1 milione 200 mila euro – quest’anno le assegnazioni saranno economiche e consteranno in oltre 350mila euro (oltre 1 milione 500 mila euro in totale distribuiti ai Soci dal 2013 al 2020)>.
La strategia messa in atto dal Consiglio ha anche riguardato il miglioramento della solidità patrimoniale del Consorzio: <Siccome riteniamo – dice ancora il presidente – che il patrimonio sia alla base della stabilità della cooperativa, abbiamo lavorato per migliorarlo. Tanto che negli ultimi 10 anni il valore del patrimonio del Consorzio è raddoppiato, fino a oltre 17milioni di euro>.
L’anno che si è chiuso ha visto note positive anche sul fronte degli aspetti finanziari, come rileva direttamente Luca Bazzini, Direttore Amministrativo di Terrepadane: <È importante sottolineare che nel corso del 2020 gli istituti bancari – in particolare la banca locale – hanno affiancato efficacemente l’operatività di Terrepadane e, coerentemente agli indicatori di solidità evidenziati nei bilanci approvati, hanno assicurato risorse adeguate agli investimenti produttivi e al ruolo attivo che la cooperativa svolge sul territorio in supporto alle esigenze finanziarie delle aziende agricole. Inoltre, è da evidenziare – aggiunge – che la gestione positiva ha consentito la riduzione dei debiti verso il sistema bancario di circa 3 milioni di Euro grazie al pagamento programmato dei finanziamenti effettuati per gli investimenti produttivi.  Non di meno, abbiamo avuto conferma di un ottimo livello di gradimento da parte dei Soci verso le nostre convenzioni, che consentono di ottimizzare i flussi finanziarie in funzione degli andamenti delle campagne agrarie.
Risultati importanti, ottenuti grazie alla competenza e all’impegno del nostro ufficio di credit management, che mette a disposizione tutte le competenze che possono servire alle domande finanziarie dei nostri clienti>.

Dai campi alla formazione, passando per la tecnologia. Tanti settori Terrepadane con il segno ‘più’ nel 2020

Sono dati lusinghieri, quelli evidenziati dal direttore generale del Consorzio Terrepadane, Dante Pattini. Dati che sostengono un bilancio che presenta un sostanzioso segno più anche nell’ “annus horribilis” dell’economia italiana.
<Già a fine aprile 2020 – dice Pattini, chiaramente soddisfatto – il comparto agronomico aveva fatto registrare un forte aumento di fatturato, trend che si è mantenuto tale per tutta l’annata. In particolare il settore Fertirrigazione ha steso 80 milioni di metri di manichetta e l’obiettivo è quello di raggiungere i 100 milioni nel 2021; questo risultato evidenzia l’attenzione per la gestione intelligente dell’apporto idrico alle colture. Nella stessa direzione della sostenibilità si pone anche la produzione dei concimi liquidi e fogliari nella fabbrica Multiliquid di Fiorenzuola d’Arda (struttura andata a pieno regime nel 2020) con i fertilizzanti della linea Nutrielle, prodotti innovativi con formulazioni ad azione fisio-nutrizionale, destinati ad uso fogliare e studiati sia per l’agricoltura convenzionale che biologica>.
Il 2020 è stato un anno importante per la meccanizzazione agricola che, con il record di vendite nella provincia di Piacenza (circa 1 trattore su 3), ha consolidato la sua posizione: <questo risultato – continua il direttore – è figlio della fiducia da parte degli agricoltori verso i marchi distribuiti dal Consorzio, ovvero New Holland e Case IH, ma anche delle agevolazioni messe a disposizione dalla legge>.
Crescita di oltre il 10% anche per il settore mangimi che, con tutte le linee messe a punto da Terrepadane in questi anni (tra cui Stelvio e Tonale TP), rappresenta un’offerta completa che soddisfa le esigenze di tutti gli allevatori.
Risultato degno di nota anche quello relativo al ritiro dei cereali sia convenzionali che bio: un dato che testimonia come i contratti di coltivazione siano uno strumento fondamentale per indirizzare l’azienda agricola con protocolli agronomici appositamente messi a punto, offrendo al tempo stesso una remunerazione sicura agli agricoltori e valorizzare le loro produzioni.
Tra i settori che hanno contribuito alla crescita di Terrepadane nel 2020 da ricordare quello dei carbolubrificanti che ha segnato un aumento di volume di gasolio per uso agricolo di 3,5 milioni di litri rispetto all’anno precedente.
Sul fronte delle assicurazioni in agricoltura, Capsa, società controllata al 100% da Terrepadane, ha raggiunto circa 47 milioni di euro di valore assicurato per quanto riguarda la polizza grandine con una crescita importante rispetto al 2019.
Soddisfazioni anche dall’attività del Centro di formazione Tadini, il cui Consiglio è controllato al 51% dal Consorzio: il centro – che presenterà il suo bilancio a breve – si conferma come punto di riferimento per la formazione specialistica in provincia e in regione, ma offre anche qualificati servizi formativi a tutto il territorio – particolarmente ai giovani – proponendo percorsi d’avanguardia sia nell’ambito della formazione finanziata che di quella a mercato e favorendo l’inserimento nel mondo del lavoro.

TERREPADANE, LA CASA DEGLI AGRICOLTORI PIACENTINI

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FRATELLI RONDA E POMODORO DA INDUSTRIA: STORIA DI UN GRANDE AMORE

<Nella nostra azienda – spiega Filippo Ronda – coltiviamo pomodoro da industria da decenni. Da sempre crediamo nella sostenibilità della produzione integrata con i suoi disciplinari, che impongono regole molto precise e garantiscono condizioni di coltivazione non poi così lontane dal regime biologico. Del resto, – ci tiene a precisare l’agricoltore – rispettare il territorio e avere cura dell’ambiente, non può non essere una nostra preoccupazione, visto che si tratta dei nostri fattori di produzione>.
I fratelli Ronda conoscono la coltura del pomodoro da industria fin da bambini e hanno assistito in prima persona ai notevoli cambiamenti, che hanno caratterizzato il comparto: <Ho ben chiari – continua Ronda – i ricordi di tempi che sembrano oggi lontanissimi, quando il pomodoro si seminava, la zappatura lungo la fila veniva effettuata a mano, come a mano procedeva la raccolta. Il percorso è stato lungo e complesso e ha coinvolto tutta la filiera: grande alleata degli agricoltori è stata la tecnologia e l’assistenza tecnica>.
Voci fondamentali per le quali l’azienda Ronda si affida da sempre completamente al Consorzio Agrario Terrepadane: <Ero un bambino – ricorda l’agricoltore con il sorriso sulle labbra – quando accompagnavo mio padre all’agenzia di Ronco, dove trovavamo Gianpiero Romani con suo papà! Oggi – quasi 50 anni dopo – sono i tecnici del Consorzio a seguirci sul fronte agronomico e dei servizi con il Quaderno di Campagna, ma anche a fornirci le preziose tecnologie, dai trattori a quelle che ormai da anni utilizziamo per l’irrigazione, insomma un vero e proprio punto di riferimento per noi e per il nostro territorio>.
<Si può dire che Filippo mi ha visto nascere> – afferma Matteo Maschi, Agente di Vendita di Terrepadane che insieme a Romani segue l’azienda. <Non esiste il rapporto fornitore-cliente con questa azienda – continua Maschi – ma una consolidata amicizia che dura da anni permettendoci anche di condividere scelte e decisioni strategiche per massimizzare le produzioni aziendali coniugando tradizione e innovazione>.
Proprio riguardo l’innovazione, questa azienda è stata una delle prime a mettere in pratica tecniche virtuose grazie all’impiego della fertirrigazione controllata via satellite con Manna, la soluzione intelligente proposta da Terrepadane che contribuisce ad una gestione sostenibile dell’acqua. Matteo Scaglioni – Responsabile Water Management di Terrepadane a proposito di Manna sottolinea che <un’importante novità del 2021 sarà la disponibilità di immagini giornaliere di miglior risoluzione garantite anche in caso di nubi o, più in generale, in assenza di luce>.
Queste nuove tecnologie permettono di produrre molto e bene, fronteggiando in un’ottica di sostenibilità, le grandi sfide della globalizzazione dei mercati – con le sue spietate dinamiche di prezzo che impongono un rigidissimo controllo dei costi – e del cambiamento climatico.
<Anche gli aspetti fitosanitari – continua Ronda – oggi richiedono una gestione diversificata e complessa: si pensi al problema del ragnetto rosso, che ci ha creato non poche difficoltà negli ultimi anni e per il quale abbiamo dovuto chiamare a raccolta tutte le competenze, facendoci sostenere anche da chi ci segue, per incrociare le soluzioni agronomiche con i trattamenti, sempre nel massimo rispetto dell’ambiente>.
Tanti dunque, gli aspetti che l’agricoltore di oggi non può trascurare, in una professione che diventa sempre più complessa e che richiede competenze sempre più articolate.

ZOOTECNIA DI COLLINA, UN PATRIMONIO DA DIFENDERE

L’azienda zootecnica – 60 ettari – coltivata completamente in regime biologico oltre a vedere attivo l’allevamento, produce cereali biologici: è un vero fiore all’occhiello per la nostra provincia, ultima vestigia della zootecnia da latte di montagna, trascinata via dalle tante parole e i pochi fatti della politica, impotente davanti alle problematiche di un mercato dalle logiche sempre più difficili.
Ma qui le vacche ci sono. Eccome se ci sono: una mandria di circa 65 capi – un numero di tutto rispetto per una realtà di collina – prevalentemente Pezzate Rosse. Gestite una per una, in una logica che va ben oltre le regole e gli obblighi del benessere animale. Alimentati con un virtuosa razione a secco – la cosiddetta latte-fieno, nella versione da manuale 80% foraggio e 20% mangime, che valorizza i foraggi aziendali e permette all’animale di mantenere perfettamente efficiente il biochimismo ruminale; questi animali sono liberi di muoversi nei campi, di godere della dinamica di gruppo, di riprodursi, di allattare i propri vitelli, poiché l’allevamento adotta – praticamente unico in provincia per le vacche da latte – la tecnica vacca-vitello.
<La nostra stalla – spiega l’allevatore – esiste dal 1980 e portarla avanti è una vera battaglia quotidiana, che solo la passione ci aiuta a vincere. Alle tante difficoltà, da alcuni anni dobbiamo aggiungere anche quelle determinate dalla convivenza con gli animali selvatici, con i lupi in particolare, che minacciano i nostri animali>.
A sostenere l’azienda nei suoi sforzi quotidiani, la collaborazione con il Consorzio agrario Terrepadane, una partnership preziosa per Carini:
<Con Roberto – afferma Matteo Maschi, agente di vendita di Terrepadane – esiste un rapporto di amicizia e di collaborazione che dura da anni grazie alle relazioni personali instaurate con me e con tutto il personale del Polo di San Giorgio>.
<Matteo – sottolinea Carini – mi offre consulenza nelle scelte strategiche, fornendomi i prodotti agronomici adeguati: decidiamo insieme le varietà da seminare, tendenzialmente grano duro e grano tenero che conferisco a Rizzolo, nel centro di Terrepadane, il che è un bel vantaggio in termini di sicurezza e redditività. L’orzo bio è destinato invece ad uso aziendale.>.
<Seguo le Aziende Biologiche dalla fine degli anni 90 – afferma Angelo Romanelli, nutrizionista e veterinario di Terrepadane – e si può dire che il Consorzio sia stato il pioniere per l’assistenza a queste Aziende>. <Queste realtà – continua Romanelli – sono più semplici rispetto ad un’azienda convenzionale poiché l’alimentazione si basa su foraggi aziendali, su un mangime biologico composto dal 18% di proteine e dal 30% di amido e su cereali, solitamente mais e orzo>.
<Terrepadane – spiega Marco Cappelli, responsabile Cereali di Terrepadane – è una cooperativa che vanta più di 120 anni di storia al servizio degli agricoltori piacentini. Quindi è naturale che aziende come questa, che vivono una situazione di maggiore difficoltà, ma che rappresentano un vero patrimonio per un territorio come il nostro – che non può permettersi di perderle – siano al centro dei nostri sforzi e delle nostre strategie. Con Aziende di questo tipo costruiamo infatti filiere Biologiche basate su contratti di coltivazione che seguono un determinato protocollo agronomico. Del resto ad allevatori come Roberto tutti dobbiamo qualcosa, perchè è grazie al loro lavoro quotidiano che le nostre valli sono ancora vive, ancora così belle da essere attrattive per tanti turisti. Ecco perchè queste aziende sono molto preziose per tutti – anche per chi vive all’ombra del Duomo – e meritano uno sforzo da parte di tuta la comunità per essere conservate>.

 

 

AZ. MINARDI: TRADIZIONE E TECNOLOGIA GRAZIE A TERREPADANE

Scorrendo le pagine che raccontano quell’appassionante vicenda, che è stata lo sviluppo dell’agricoltura piacentina – come è ormai possibile fare facilmente, visto che vi sono diverse le opere – si evince come la grande protagonista di tanti successi, sia stata ed è, ancora, la famiglia coltivatrice, con il suo carico di passione, impegno, e, perché no, tradizione.
Se dunque, la storia ci tramanda immagini di famiglie numerose e allargate, la realtà di oggi ci presenta famiglie moderne, aperte, ma ugualmente appassionate alla loro professione che ancora oggi si fonde, ora per ora, minuto per minuto, con la vita di ogni giorno.
Questo è il caso della famiglia di Giorgio Minardi e Michela Molinari, che insieme conducono l’azienda zootecnica di Besenzone (mandria di 280 capi), coniugando la competenza e la passione e avendo avviato da anni una proficua partnership con il Consorzio Agrario Terrepadane.
<L’azienda – racconta Giorgio Minardi – è stata fondata nel 1973 da mio padre, che purtroppo è mancato nel 2002 e dai suoi fratelli. Dal 2008 io e mia moglie Michela abbiamo dato vita ad una nuova società agricola, con la quale gestiamo direttamente l’azienda e l’allevamento>.
In azienda – spiega Michela, che da anni ha lasciato l’attività di impiegata per dedicarsi all’azienda -ognuno ha il suo compito, dal quale, nonostante la notevole mole di lavoro, si trae sempre soddisfazione.
Dal punto di vista tecnico, l’azienda si è mossa verso la scelta di un’alimentazione OGM free, affidandosi al Consorzio Terrepadane per le materie prime:
<Da diversi anni – spiega Paola Michelotti, tecnico nutrizionista del Consorzio – l’allevamento Minardi ha scelto di seguire un piano nutrizionale basato su foraggi aziendali e su materie prime, in particolare farina di mais e di soia, provenienti dal mangimificio EmilCap, lo stabilimento di Parma dal quale escono solo prodotti OGM free, utilizzando quindi solo prodotti di origine italiana>.
I buoni risultati ottenuti dall’azienda sia in termini di produzione (100 quintali la media produttiva), testimoniano che le scelte alimentari, che puntano a valorizzare al massimo i prodotti aziendali – pastone di mais e insilato di erba sono i cavalli di battaglia per la maggior parte dell’anno – vanno nella direzione corretta, contribuendo a mantenere in perfetta efficienza produttiva le bovine. <L’approccio agronomico per questa Azienda è fondamentale – aggiunge Luca Pozzi, Agente di vendita di Terrepadane – e con i tecnici agronomici, forniamo un servizio a 360 gradi, dal campo alla stalla, in modo da ottenere i migliori prodotti con riutilizzo aziendale, insilati di mais, pastone integrale e prodotti da fienagione>.
Importante anche l’apporto tecnologico; dal nuovo impianto di ventilazione, all’utilizzo da parte del team zootecnico di Terrepadane della Tecnica NIRS (Near Infrared Reflectance Spectroscopy), un metodo di analisi che sfrutta alcune proprietà fisiche della materia ed in particolare l’interazione di questa con le radiazioni del vicino infrarosso, arrivando ad ottenere in tempo reale informazioni sulla composizione chimica del campione.
<Grazie all’utilizzo del NIR portatile, continua Paola Michelotti, è possibile acquisire informazioni sulla composizione chimica dei foraggi, immediatamente, senza attese, né perdite di tempo: un vero plus per bilanciare correttamente la razione>.L’azienda pone anche molta attenzione all’alimentazione dei vitelli – seguiti da Michela – per i quali viene attuato un rigoroso protocollo alimentare, anch’esso basato su prodotti provenienti dallo stabilimento EmilCap di Parma.

TERREPADANE IN CRESCITA ANCHE NEL 2020

<Terrepadane ha chiuso un’annata molto positiva, iniziata tra mille difficoltà causate dal lockdown, ma che grazie all’impegno e alla passione dei nostri collaboratori, si è conclusa in modo favorevole, garantendo servizio e vicinanza a tutti i nostri soci/clienti> afferma il Direttore del Consorzio Dante Pattini. <Questi sforzi – continua – si sono tradotti in un aumento di volumi in tutti i settori toccando, per alcuni di essi, una crescita a due cifre>.
Tra questi settori spiccano le sementi e i mangimi che, grazie ai nuovi prodotti della linea Tonale a cui si aggiungono quelli della linea Stelvio ed Emilcap – che confermano il trend di crescita – rappresentano un’offerta completa che soddisfa le esigenze di tutti gli allevatori. Sempre in un’ottica di innovazione e di sostenibilità si colloca il settore Fertirrigazione che nel 2020 ha visto la posa di 80 milioni di metri di manichette nei campi (soprattutto di pomodoro); il lancio di X-Pell, il nuovo sistema di ala gocciolante con effetto repellente per risolvere i problemi causati dagli insetti, ha certamente contribuito all’incremento del settore.
Notevole anche la crescita del comparto Servizi: <Con il Quaderno di Campagna – sostiene Pattini – nel 2020 siamo riusciti a gestire circa 15.000 ettari di superficie con un obiettivo di incremento anche per il 2021; un ottimo risultato che testimonia l’importanza di un’assistenza tecnica sempre più adeguata a supporto degli agricoltori e dei loro adempimenti>. <Per quest’anno – aggiunge il Direttore – intendiamo ampliare e potenziare la nostra offerta con nuovi Servizi, diverse soluzioni per essere vicini alle esigenze di sostenibilità degli imprenditori agricoli>.
Incremento importante anche per il settore Cereali: <Nel 2020 abbiamo ritirato oltre 700.000 quintali di cereali – commenta ancora Pattini – grazie anche alle molteplici possibilità dei nostri contratti di coltivazione, assistendo ad una crescita del settore Biologico diffuso soprattutto sulle nostre colline, dove le colture, caratterizzate da una buona rusticità, possono offrire un’alternativa interessante. A tal proposito abbiamo garantito un prezzo minimo vantaggioso>.
La crescita di Terrepadane è stata affiancata dal sistema bancario anche con le convenzioni specifiche: <Terrepadane propone alle Aziende Agricole, strumenti finanziari vantaggiosi e innovativi – spiega Luca Bazzini, Direttore Amministrativo e Finanza del Consorzio. <La riorganizzazione del nostro Ufficio Clienti – commenta – ha proprio l’obiettivo di affiancare, attraverso la competenza del nostro personale, gli imprenditori agricoli nel mettere a punto il programma economico-finanziario più adeguato per le loro Aziende>.
A commento dei risultati ottenuti nel 2020 interviene il Presidente di Terrepadane Marco Crotti: <Il Consorzio ha intrapreso un percorso su due fronti: da una parte fornire prodotti adeguati ai bisogni delle aziende, dall’altra proporre anche servizi mirati. Una realtà che guarda avanti, che si affida ai giovani per il proprio futuro, aperta ai cambiamenti, all’innovazione e alla tecnologia, ma più che mai legata al proprio territorio ed alle sue secolari tradizioni al servizio degli agricoltori>.

Settore Macchine Agricole: 1 trattore su 3 è stato venduto da Terrepadane

Degno di nota nella crescita di Volumi nel 2020 è il settore Macchine Agricole che ha registrato un aumento del 30% delle vendite dei trattori di Alta Potenza e che ha incrementato le quote di mercato in tutte le province in cui opera. Questo risultato è frutto della fiducia da parte degli agricoltori verso i marchi distribuiti dal Consorzio, ovvero New Holland e Case IH, ma anche delle agevolazioni messe loro a disposizione dalla legge; il Credito d’imposta infatti prevede numerosi vantaggi fiscali per le aziende agricole che introducono tecnologia 4.0 e che quindi vanno a efficientare il proprio lavoro.
Il fatto che nessun competitor abbia venduto come Terrepadane nel 2020 significa che anche le nostre strategie stanno andando nella direzione corretta chiarisce Stefano Luchetti, Responsabile Macchine del Consorzio: <abbiamo dedicato impegno economico e risorse umane all’agricoltura 4.0 con l’obiettivo di favorire la diffusione della tecnologia d’avanguardia, offrendo un servizio di consulenza qualificato e duraturo, in modo da affiancare i nostri agricoltori nell’acquisizione delle competenze utili alla gestione di questi strumenti>.