Che le grandi e drammatiche vicende geopolitiche internazionali presentino un conto anche all’
agricoltura italiana, purtroppo non è più una novità. E la guerra in Iran scoppiata nei giorni scorsi non fa certo eccezione, producendo già i primi effetti negativi sul primario del nostro Paese.
In particolare, alcuni settori strategici per le aziende agricole stanno risentendo di incrementi di prezzo molto considerevoli. Innanzitutto, il primo ambito riguarda il gasolio agricolo che «in una settimana è aumentato di oltre il 20% superando la soglia di 1 Euro/litro rispecchiando la situazione della guerra tra Russia e Ucraina di 4 anni fa, quando la crescita dei costi dell’energia e delle materie prime portò i prezzi alle stelle», afferma Stefano Fugazza, Direttore vendite di Terrepadane. «A questa impennata di prezzi – continua – si aggiungono le difficoltà di approvvigionamento del prodotto».
L’altro settore, in cui la situazione risulta più complessa, è quello della produzione mondiale dei fertilizzanti soprattutto azotati (derivati dal gas), che proviene appunto dalle zone coinvolte dal conflitto; infatti, oltre il 33% dei nutrienti utilizzati a livello mondiale passa proprio da quelle aree, responsabili dell’export globale di questi prodotti.
Piero Repetti, Responsabile fertilizzanti di Terrepadane, assicura in proposito che «tra non poche difficoltà siamo riusciti finora ad assicurare gli approvvigionamenti dei concimi azotati lavorando con condizioni economiche di acquisto continuamente in crescita e che stanno portando aumenti di costo per gli agricoltori nell’ordine del 15-20%. L’impegno di Terrepadane è comunque sempre stato quello di limitare il più possibile il disagio economico per gli agricoltori e per questo, già alla fine dell’anno precedente, in un’ottica di programmazione e attraverso un’analisi attenta dei mercati, si era sempre consigliato agli agricoltori è stato quello di acquistare una parte considerevole del loro fabbisogno di fertilizzanti attraverso una operazione di pre-campagna; il risultato è stato che le 14mila tonnellate di concimi acquistati per tempo dalle aziende agricole (il 25% del volume annuale), si traducono ora in un risparmio notevolissimo, di circa 2 milioni di Euro a livello complessivo».
Sul tema interviene anche il Direttore generale Dante Pattini, spiegando che in una situazione delicata come quella che stiamo vivendo «è più che mai fondamentale operare in modo oculato ogni scelta strategica. Per questo, il Consorzio sia dal punto vista agronomico, della fertirrigazione, sia zootecnico, propone una pianificazione degli acquisti, anche di altri mezzi tecnici, che in questo momento può costituire un vero e proprio fattore strategico di successo per evitare eventuali ripercussioni del conflitto anche su altri settori».
Ovviamente, nonostante l’impegno e la tempestività nell’adozione di opportune strategie, la preoccupazione resta incombente, come spiega il presidente di Terrepadane, Marco Crotti: «Viviamo un inizio di stagione molto difficile, poiché oltre all’incertezza sul prezzo del pomodoro non ancora definito per la campagna 2026, dobbiamo fronteggiare anche gli incrementi di costi, che vanno a complicare ulteriormente i conti economici delle aziende agricole».
Fonte: Libertà del 8 Marzo 2026