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Terrepadane Academy: un nuovo modo di stare al fianco delle aziende agricole

È partito con successo il progetto Terrepadane Academy al Centro di Formazione Tadini: un percorso formativo dedicato alla gestione economico...

Terrepadane Academy: un nuovo modo di stare al fianco delle aziende agricole
31 Gennaio 2026

È partito il progetto Terrepadane Academy: una nuova esperienza proposta ai propri Soci dallo storico Consorzio agrario che declina l’innovazione in un approccio di visione del futuro, che non si limita alle attrezzature d’avanguardia e alla tecnologia, ma che punta addirittura sulla formazione.
Il percorso proposto per l’esordio di Terrepadane Academy, visto che dal quartier generale di via Colombo spiegano che per il futuro sono allo studio nuove iniziative, è dedicato infatti alla “Gestione economica finanziaria dell’impresa agricola” uno dei terreni che gli imprenditori agricoli devono ancora “dissodare” completamente e al quale è più che mai legato il futuro del comparto.
«Fare innovazione – spiega il presidente di Terrepadane, Marco Crotti – significa comprendere le esigenze delle aziende e proporre strumenti efficaci per fare fronte ad esse. In molti casi fino ad oggi queste esigenze sono state rappresentate da attrezzature, da tecnologia d’avanguardia, la cui adozione permettesse di fare agricoltura in un modo moderno, valorizzando l’impiego dei fattori di produzione, dosandoli con attenzione, monitorando le necessità delle colture e dei terreni, lavorando con dati precisi. Per fare fronte a questo tipo di esigenze è stato necessario lavorare – e non si tratta certamente di un capitolo concluso – per favorire l’introduzione di tecnologia sempre più sofisticata, per diffondere conoscenza su di essa e contribuire alla sua adozione su larga scala».
Oggi però a questo tipo di esigenze se ne aggiungono di nuove, diverse che non riguardano tanto la scelta di una tecnologia o di un’attrezzatura di agricoltura di precisione, ma che si concretizzano in competenze in ambito economico finanziario; skills necessarie per affrontare la gestione quotidiana dell’azienda agricola.
In sintesi, dello scenario in cui si muove un’impresa agricola di oggi, innovare vuole anche dire formarsi in generale e nello specifico in ambiti che per l’agricoltura sono meno consueti, meno abituali, come quello economico-finanziario.
«Le nostre aziende – continua Crotti – ormai hanno dimensioni tali che richiedono di essere gestite come vere imprese che affrontano il mercato e che hanno quindi bisogno di tutti gli strumenti di controllo di gestione e di relazione con gli istituti di credito tipici delle aziende e non delle aziende agricole tradizionali».
«Come Terrepadane, essendoci resi conto di questa esigenza già da tempo, abbiamo deciso di accompagnare anche in questa dimensione, come abbiamo sempre fatto, lo sviluppo delle aziende. E siccome siamo una cooperativa abituata a lavorare su progetti concreti, su attività che camminano con le loro gambe, abbiamo dato vita ad una proposta molto semplice ma allo stesso tempo molto innovativa: mettendo a valore il centro di formazione Vittorio Tadini, del quale siamo soci di maggioranza, e le professionalità che in esso sono impiegate, abbiamo messo a punto un progetto formativo articolato in sei incontri di quattro ore l’uno che permettesse ai corsisti di addentrarsi nel mondo della gestione economico-finanziaria dell’azienda agraria, affinando le conoscenze e le competenze di cui ognuno era già in possesso con il supporto di docenti specializzati e fortemente collegati alle realtà imprenditoriali».
Un progetto molto semplice, quindi, ma che contiene una grossa novità, che sta nel vedere nella formazione uno strumento strategico di successo: un concetto quest’ultimo, che molte volte è stato ripetuto e su quale vi è indubbiamente a livello teorico consapevolezza, ma che non sempre viene tradotto in percorsi concreti.
«La risposta più che positiva che abbiamo avuto dal mondo delle imprese agricole di tutta la pianura padana – conclude il presidente – che numerose hanno deciso di partecipare al nostro corso, ha dimostrato come ancora una volta la nostra cooperativa abbia saputo anticipare le esigenze delle aziende agricole e lavorare concretamente allo sviluppo del settore».

Armi innovative per affrontare le battaglie dei nostri giorni

Sckokai: «La pianificazione deve essere messa in atto con una logica di gestione del rischio»

Perché all’azienda agricola serve una gestione economica e finanziaria efficiente e in grado di contribuire ad offrire una visione sul futuro all’agricoltore? Una domanda certamente complessa, ma fondamentale, alla quale è stata dedicata la sessione introduttiva dell’Academy affidata al professor Paolo Sckokai, Direttore del Dipartimento di Economia agro – alimentare dell’Università Cattolica e Presidente del Centro Tadini, che ha personalmente progettato il ciclo di lezioni.
L’esperto ha esordito delineando le nuove peculiarità dell’azienda agricola e mettendo in evidenza alcuni aspetti cruciali: la crescita dimensionale delle aziende e la volatilità della rese ( anche a causa del cambiamento climatico), dei prezzi degli output e degli input; il ruolo degli investimenti dei prestiti e ovviamente dei contributi PAC.
Con un’attenta analisi dell’andamento dei prezzi e delle produzioni di alcuni prodotti fondamentali per il territorio come il pomodoro e il latte, lo studioso ha messo in evidenza molte problematiche che questi fenomeni possono indurre, che si ripercuotono in maniera importante sia sugli investimenti e sul rapporto con le banche.
«In una realtà caratterizzata da aziende sempre più grandi con fatturati molto consistenti – ha spiegato il Docente -, operando in un contesto di grande incertezza; un attento controllo di gestione diventa persino più importante che per altri settori. Anzi, la gestione deve operare in una logica di scenari e la pianificazione sia di breve, che di medio lungo periodo (soprattutto quest’ultima, che è relativa agli investimenti) deve essere messa in atto con una logica di gestione del rischio, così come anche il ruolo dei contributi PAC deve diventare più dinamico e va interpretato in un’ottica di convenienza ben studiata e messa a punto sulla base di un’analisi costi benefici molto precisa».
In questa scia si colloca anche l’esigenza di saper utilizzare i tanti dati che la tecnologia mette a disposizione del moderno agricoltore: un patrimonio quest’ultimo che deve essere opportunamente “governato” e finalizzato a creare valore.

Fonte: Rubrica pubblicata su Libertà il 31.01.2026

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