Gli agricoltori e le macchine agricole. Un matrimonio celebrato ormai da anni che non conosce crisi, ma che anzi si evolve, seguendo e talvolta anticipando i cambiamenti del comparto.
Un percorso lungo ed articolato che ha visto in prima linea, sempre protagonista, il Consorzio Agrario Terrepadane, che nella sua storia ultracentenaria ha guidato la meccanizzazione in agricoltura, sapendo cogliere sempre in anticipo le esigenze degli operatori e dei mercati.
In questo solco, un’esperienza importante che da sempre la cooperativa sa riempire di contenuti è il tradizionale Porte Aperte, il consolidato appuntamento invernale che quest’anno è stato proposto con grande successo in due versioni: quella dedicata alle macchine nuove allestita presso il prestigioso Centro Macchine di Via dell’Agricoltura e quella dedicata all’usato, organizzata invece in via Pennazzi, 22.
<Le macchine agricole – spiega Dante Pattini, direttore generale del Consorzio – costituiscono per gli agricoltori, fattori di produzione fondamentali. Grazie alla meccanizzazione le produzioni ad ettaro sono aumentate, arrivando a livelli che fino a non molti anni fa erano impensabili; il lavoro agricolo si è fortemente alleggerito ed è diventato più sicuro e oggi le colture e tutte le produzioni sono portate avanti in un’ottica di sostenibilità con grande attenzione all’impiego dei fattori di produzione (compresa l’acqua). Per ottenere questi risultati le macchine sono dovute diventare, oltre che molto potenti, anche “intelligenti”, adottando tutti gli strumenti e le tecnologie tipiche della cosiddetta agricoltura di precisione. E’ quindi con grande consapevolezza che in occasione del nostro Porte Aperte abbiamo accolto gli agricoltori, che sono giunti numerosi, illustrando loro le novità e opportunità offerte dalle tecnologie>.
Tra i punti di forza che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare la realtà di Terrepadane, spicca ovviamente, la collaborazione con New Holland (erede dei prestigiosi e storici trattori Fiat) per i quali sono stati festeggiati nel 2018 i cento anni di attività: un rapporto solido e produttivo, grazie al quale l’agricoltura piacentina ha potuto compiere significativi passi avanti.
<Proprio per l’occasione di questo Porte Aperte presentiamo una macchina storica, portata a nuova vita da un restauro complesso, quanto generoso: un trattore FIAT 700 D, che fu venduto Cap Piacenza addirittura nel 1924 dall’agenzia di Rottofreno gestita famiglia Penna. Una nota di colore, che però ci fa riflettere sulla molta strada percorsa>.
Dai trattori, alle macchine da raccolta, ai carri miscelatori: ecco le novità
Accanto alla macchina di inizio ‘900, in mostra i giganti buoni, supertecnologici e potentissimi.
In attesa di vedere le nuove macchine che saranno presentate in novembre ad Eima (il salone internazionale delle macchine agricole di Bologna), gli agricoltori hanno potuto visionare i nuovi trattori Case della serie Farmall C.
<Queste macchine – spiega Matteo Gatti, Responsabile vendite trattori e macchine agricole – offrono possibilità molto interessanti sia in termini di potenza (motori FPT F36 a quattro cilindri Stage V con potenze che oscillano tra 100 e 117 cv), che di comfort.
Infatti, l’opzione ManualDrive, una trasmissione 12F/12R (o 20×20 con super riduttore), è dotata di un inversore elettronico senza frizione che può essere modulato in base alla velocità di risposta, alleggerendo la fatica dell’operatore e rendendo questi trattori particolarmente adatti al lavoro con il caricatore>.
Molto apprezzate anche le macchine da raccolta New Holland – le “gialle” – caratterizzate da importante innovazione tecnologica, efficienza operativa e capacità di lavorare in diversi tipi di colture agricole. <Queste macchine – continua Gatti – si caratterizzano per notevole versatilità e per l’elevato livello di prestazioni sia sul fronte quantitativi, che su quello qualitativo per la raccolta agricola>.
In mostra per gli allevatori, il carro miscelatore Faresin (gruppo leader mondiale per i carri miscelatori).
<Questa macchina – dice Marco Boccassi, Key Account e Responsabile del settore Attrezzature – ha introdotto delle nuove tecnologie direttamente a bordo, come ad esempio il NIR (Near Infrared Spectroscopy) che può essere integrato sul carro (oppure tolto a piacimento), consentendo il monitoraggio e l’analisi dei contenuti nutrizionali della razione.
Dati che vengono integrati con altri nell’ambito di un progetto sviluppato da Faresin e altre aziende, denominato “iFeeding” (visto che fa ricorso all’intelligenza artificiale), che punta a sintetizzare in un unico file molte informazioni sia produttive che di gestione con l’obiettivo finale di migliorare la gestione della stalle e quindi la redditività>.
Sempre in tema di novità, nell’ultimo anno Faresin ha introdotto anche un carro miscelatore elettrico a due coclee: una soluzione molto interessante per quelle aziende che si sono affacciate al fotovoltaico, sempre in un’ottica di sostenibilità.
Fonte: Libertà